Pienza, il gioiello della Val d’Orcia

Simone Scalaberni

Pienza, scorci magici

Natura, arte e mangiar bene si fondono nel gioiello della Val d’Orcia. Che dal 2012 “gioiello” lo è per davvero.

Una natura che è pura poesia, una città splendida, un Papa entrato nella leggenda. Volendo descrivere Pienza con un telegramma, si potrebbe farlo con queste tre semplici, ma essenziali frasi.

Dolci colline ondulate le fanno da contorno, da lontano sembra un panorama Impressionista. Pienza, il gioiello della Val d’Orcia, è un esempio raro e prezioso di urbanistica rinascimentale portata a compimento. Che cosa significa? Che qui, più che altrove, gli architetti, gli ingegneri del passato hanno dato il massimo per costruire piazze perfette, palazzi potenti ma armonici, linee, colori e superfici alla ricerca della città ideale o se volete “la città utopia”, come Pienza è stata definita. Risposte al desiderio di convivenza civile pacifica e operosa degli uomini. Era “l’utopia della civitas”, vanamente inseguita dagli uomini dell’antichità.

Il progetto “Gioielli d’Italia” nasce per valorizzare e uniformare le offerte turistiche dei Comuni di piccole e medie dimensioni e promuovere le caratteristiche e le tradizioni culturali dei territori in un percorso ideale attraverso l’Italia. Scopo del progetto è promuovere il “buon vivere” italiano, attraverso la valorizzazione del patrimonio ambientale, culturale, turistico, storico-urbanistico, architettonico ed enogastronomico, nell’ottica del recupero e del rilancio dell’immagine dell’Italia. L’intento è quello di creare una rete di eccellenza e qualità nel campo dell’ospitalità turistica, che induca i comuni a intraprendere azioni volte al miglioramento della qualità della vita e dell’accoglienza del proprio territorio. Ebbene, il Comune di Pienza è risultato tra i vincitori nell’edizione 2012 del concorso “Gioielli d’Italia”.

La città attuale deve il suo nome e la sua fama ad Enea Silvio Piccolomini, divenuto famoso come Papa Pio II. Conosciuta nell’alto medioevo con il nome di Corsignano fu una roccaforte senese celebre per essere stata citata in una novella di Giovanni Boccaccio. Secondo alcuni storici il suo nome deriva da Corsinianus, uno dei militari di Silla nei quali venne diviso il territorio chiusino, altri invece fanno discendere i Piccolomini da un Bacco piccolomo alleato di Porsenna nella guerra mossa contro l’antica Roma.

Palazzo Piccolomini
Palazzo Piccolomini

Pio II fu un personaggio poliedrico: diplomatico, scrittore, letterato, uomo di chiesa in un periodo storico convulso e denso di avvenimenti, con il sultano Maometto II che, minaccioso, tentava la conquista dell’Occidente cristiano. Tra le altre cose canonizzò Santa Caterina da Siena nel 1461.

Ma il pregio forse più grande che la storia riconosce a Pio II è che egli fu l’illuminato ispiratore della struttura urbanistica dell’antica Corsignano, divenuta in suo onore Pienza: forse la prima pianificazione urbana di sempre, alla ricerca della pianta della città ideale.

Le parti architettoniche più belle di Pienza furono fatte realizzare proprio da Papa Pio II tra il 1459 ed il 1462, che chiamò a lavorare sul posto uno degli architetti più famosi dell’epoca, Bernardo Rossellino, facendone un eccezionale esempio di architettura e urbanistica quattrocentesche. Il suo centro magico è la celebre piazza trapezoidale dove si trovano il duomo, il corso Rossellino, Palazzo Piccolomi e Palazzo Borgia. La cattedrale è in stile rinascimentale, ha un luminoso interno a tre navate di uguale grandezza ispirato alle Hallenkirchen tedesche, conserva varie opere d’arte, fra cui un’Assunta del “Vecchietta”. Il capolavoro assoluto del Rossellino può essere considerato lo splendido palazzo rinascimentale Piccolomini, con l’elegante cortile ed il giardino pensile; attualmente si presenta al massimo del suo splendore sia esternamente che internamente grazie all’importante e recente intervento di restauro. D’altra parte era impossibile, specialmente all’epoca, deludere le aspettative di un Papa…

Pio II
Papa Pio II

La cittadina conserva altre notevoli costruzioni quattrocentesche (palazzi comunale e vescovile) oltre alla chiesa di San Francesco (sec.XIII) e alla Pieve di Corsignano (sec. XI-XIII). Tutt’intorno, l’incredibile bellezza della Val d’Orcia. E scusate se è poco…

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Simone Scalaberni

Comments

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