CURCUBITA MAXIMA: TRA AMMIRAZIONE E DISAPPROVAZIONE

Giulia Zeroni

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La zucca invernale (Curcubita maxima) è uno fra gli ortaggi da frutto non apprezzato da tutti,  però è assolutamente la protagonista delle nostre tavole autunnali. Essa, ormai da molti anni, è forse più riconosciuta come simbolo della notte delle streghe, nel giorno di Halloween, che per le sue eccellenze nutritive.

La diversità tra le zucche è impressionante. Nei secoli sono state sviluppate varietà molto carnose, profumate e colorate. La sua cultura si diffuse in Europa dopo la scoperta dell’America di Cristoforo Colombo, il primo a conoscere tali frutti.

Questi generosissimi vegetali hanno molteplici impieghi, vanno dal consumo umano e animale, alla trasformazione di tipo industriale (zucche da mostarda), per finire con le specie più strane che sono destinate all’utilizzo ornamentale, ad esempio per la ricorrenza del 31 ottobre.

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Le funzioni nutrizionali si caratterizzano:

-nel colore della salute giallo-arancio, più o meno intenso della polpa, ricco di flavonoidi e carotenoidi (antiossidanti);

-nella prosperità di provitamina A (ha proprietà antinfiammatorie, agisce da rigenerante cellulare e contribuisce a mantenere in buona salute  pelle, capelli, ossa), vitamina K (coinvolta nella coagulazione del sangue) e buona percentuale di potassio, magnesio, fosforo e calcio;

-nel combattere la stitichezza, l’astenia, l’uricemia, le sindromi emorragiche mestruali, i sanguinamenti gengivali.

L’impiego culinario può essere veramente gustoso:

-si aggiunge alle minestre, agli umidi, al sugo per la pasta e per le lasagne, al ripieno dei tortelli;

-si preparano vellutate, ridotte a purea con patate e porri;

-si usano anche per realizzare eccellenti dessert (budini, soufflé, creme, muffin).

Poiché il sapore delle zucche è piuttosto insipido e quindi molte persone non le gradiscono, il segreto è di aromatizzarle con spezie e erbe aromatiche. Le più indicate sono curry, aneto, menta, timo. Oppure tagliate a fette sottili, grigliate e servite con della senape di Digione, per un delizioso antipasto.

Termino questo interessante argomento con una storiella molto carina, che probabilmente conoscete già.

“Un contadino stava seduto sotto una quercia osservando, lì vicino, una vecchia pianta di  zucca strisciante dalle foglie ormai ingiallite ma con dei frutti smisurati. E pensò: Ti pare giusto che il Creatore abbia dato ad un albero, come la quercia, frutti tanto piccoli come le ghiande, e ad una zucca, dallo stelo sottilissimo, frutti così grandi e così pesanti da sostenere? Aveva appena fatto questa considerazione, che una ghianda si staccò dalla quercia e lo colpì sul naso. Il dolore, ovviamente, fu leggero ma gli rimase in testa una bella riflessione: e se la ghianda fosse stata una zucca? Ciò, esclamò a voce alta il contadino, per comprendere che Dio ha creato tutto con estrema saggezza e amore. Sono i nostri giudizi distorti che creano le ingiustizie”.

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Una citazione divertente per chi festeggia questa sera Halloveen: “Abbiamo comprato una zucca grossa e tonda che ha vissuto per tutta l’estate senza occhi per veder le cose e ora ne ha due. Prima era tutta scura dentro, mentre cresceva sul viticcio, ma ora ha un sorriso sdentato e il suo viso risplende” (Aileen Fisher).

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Giulia Zeroni

 

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