QUANTO SEI DIPENDENTE DAL DOLCE DELLA VITA?

Giulia Zeroni

Negli ultimi trent’anni le industrie alimentari hanno introdotto una quantità maggiore di zucchero nei loro prodotti, di conseguenza ne è aumentato anche il consumo inconsapevole.

Recenti studi hanno verificato che la gente non si rende conto di quanto zucchero mangia e i risultati sono stati preoccupanti, le persone analizzate ingerivano il triplo delle dosi massime raccomandate nelle nuove linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), cioè circa 25 grammi, corrispondenti a 6 cucchiaini da tè e per i bambini la quantità è addirittura inferiore: 20 grammi.

Lo zucchero di troppo mette a rischio la nostra salute poiché è anche nascosto in tanti alimenti. Nelle pietanze di tutti i giorni si annidano molti zuccheri che si suddividono in semplici e complessi. Quelli di cui sto parlando sono i primi, i più insidiosi: vengono digeriti immediatamente, quindi liberati nel sangue sotto forma di glucosio con il risultato che si accumulano nei depositi di grasso. Essi sono il saccarosio (zucchero da tavola), il fruttosio della frutta e il lattosio del latte.

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Per capire quanto è facile sforare ecco un  elenco dei maggiori cibi colpevoli: Una tazza di cornflakes zuccherati 3 cucchiaini. Un vasetto di yogurt alla frutta 3 cucchiaini. Una fettina di pane con crema di nocciola e cacao 10 cucchiaini. Grammi 100 di salsa ketchup 3 cucchiaini. A volte nelle pizze 4 cucchiaini. Bibite di frutta e non 5/6 cucchiaini. Due caramelle 1 cucchiaino. Un ghiacciolo 3 cucchiaini. Questa ovviamente è una brevissima lista. La raccomandazione è: leggere attentamente sempre le etichette e vi accorgerete in breve tempo quanti prodotti hanno zuccheri aggiunti.

E’ vero che lo zucchero dà energia, sazia e promuove la produzione di serotonina, un neurotrasmettitore che fornisce benessere, ma il suo effetto è momentaneo perché dopo mezz’ora si ha più fame di prima o si desidera assumerne ancora e ancora. Va benissimo utilizzarlo la mattina a colazione dato che tutta la notte le scorte vengono consumate, però sarebbe efficace aggiungere una proteina tipo del formaggio fresco spalmabile, uno yogurt o un uovo alla coque.

Questa “droga dolce” crea una vera e propria dipendenza. L’eccessiva offerta delle società è rafforzata dai loro studi accurati, rivolti precisamente a strumentalizzare lo zucchero al fine  di richiamare nella nostra mente l’antico piacere del latte materno che è appunto dolce. Un benessere  adatto più a chi lo produce e vende, ma deleterio per il consumatore dato che può influenzare la comparsa di malattie metaboliche. E’ sconsigliato farlo assumere ai bimbi al di sotto dei tre anni, per non renderli in futuro ancora più dipendenti.

Imparare a controllare l’astinenza dal dolce diventa necessario per la nostra qualità di vita e possiamo fare ricorso persino a tali ingredienti:

Sciroppo d’acero. Fuoriesce sotto forma di linfa zuccherina dalla corteccia di vecchi alberi. E’ ricco di minerali e antiossidanti. Dolcifica 25 volte più dello zucchero.

Stevia. Originaria del Sud America, è una pianta conosciuta già nell’antichità da alcune tribù di indiani del Sud America che la utilizzavano abitualmente come dolcificante. Contiene ferro, manganese e cobalto, proteine, vitamine e minerali. Inoltre può essere utilizzata dai diabetici e non provoca carie, Unico limite è il sapore perché ha un retrogusto che si avvicina a quello della liquirizia. Dolcifica 300 volte più dello zucchero ed è praticamente priva di calorie.

Miele. Se è vergine integrale contiene minerali, enzimi, triptofano (favorisce il buonumore) acido acetilsalicilico (fluidifica il sangue)  e componenti ad azione antibiotica e disinfettante. Dolcifica 25 volte più dello zucchero.

Melassa. Deriva dallo zucchero di canna o dalla barbabietola: contiene fibre ed è ricca di vitamine e di minerali come potassio. Dolcifica 10 volte più dello zucchero.

Sciroppo d’agave. Dalle foglie dell’agave fermentate e frullate, si ottiene un succo che dà origine a questo sciroppo. Dolcifica 25 volte più dello zucchero.

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“L’umorismo è lo zucchero della vita. Ma quanta saccarina in commercio”!
(Trilussa)

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Giulia Zeroni

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