Pane, crosta e midolla: un antico modo di dire toscano

Schany Levice

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Spesso, ascoltando i nostri anziani toscani rimembrare il loro passato, capita sentirgli dire che “Il pan dell’artri ha sette groste: alla midolla ‘un ci si ‘riva mai”. Per molti di loro questo modo di dire è legato all’esperienza del periodo mezzadrile toscano.


La Mezzadria è un sistema di produzione che ha caratterizzato l’agricoltura di gran parte del centro Italia, e della Toscana in particolare, ed è terminato grazie all’evoluzione industriale.  In Toscana la mezzadria prende vita a partire dall’Alto medioevo ed inizialmente riguardava quei feudatari che decidevano di affidare il lavoro dei propri terreni in mano ai loro servi: spese e ricavati erano divise fra i due.

La mezzadria divenne poi un vero e proprio contratto agrario con il quale un proprietario di terreni ed un coltivatore-mezzadro, si dividevano i prodotti e gli utili di un podere, gestito dal concedente e lavorato dal mezzadro e dalla sua numerosa famiglia, che viveva con lui all’interno del podere del signore.

Podere, famiglia colonica, casa rurale e proprietà, costituivano una struttura armonica e indivisibile con obblighi, diritti e doveri per le parti contraenti, il tutto seguendo il principio del “fare a metà”, anche se in alcuni casi questo principio andò incontro a distorsioni a vantaggio del concedente. Il lavoro del mezzadro era organizzato in modo che al contadino non rimanesse tempo per oziare, poiché tutta la giornata era scandita dal lavoro.

Ecco allora spiegato il detto del pane, della crosta e della midolla, usato per far capire quanto sia fatica guadagnarsi il pane alle dipendenze degli altri. Questo modo di dire è ancora attuale, e fa riflettere i nuovi giovani in cerca delle prime esperienze lavorative. Infatti, per citare ancora un modo di dire, “il giovane cammina più veloce dell’anziano, ma l’anziano conosce la strada”.

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