SPIGO TOSCANO: AROMA DI LAVANDA SELVATICA

Giulia Zeroni

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Chiamato dagli antichi “Spigonardo” perché molto verosimile alla fragranza del nardo.

La lavanda (lavandula latifolia) è una aromatica perenne, cespugliosa, dalle foglie allungate e arrotondate ai margini. Presenta fiori molto più chiari della lavanda officinale, ma ha un odore decisamente  più fragrante. Cresce in alcune zone della Toscana, Liguria e del bacino del Mediterraneo.

Nella Firenze rinascimentale lo spigo veniva già utilizzato dagli speziali per unguenti, essenze odorose e acque profumate. Caterina dei Medici, moglie del re di Francia, importò in Provenza la cultura dello spigo facendo creare delle acque profumate per coprire gli “olezzi” di corte, dovuti alla mancanza di igiene di quel tempo.

Nelle vecchie spezierie non mancava mai una scatola di legno ricolma di spigo e il suo profumo incantava subito colui che entrava.

Le sommità fiorite vengono raccolte nei mesi di  giugno, luglio  e  qualche volta i primi di agosto. I fiori contengono una sostanza amara e un’essenza, chiamata cumarina, che viene impiegata a scopo industriale per la fabbricazione di vari profumi, saponi e candele.

In medicina veterinaria è adoperata nella malattia dello zoccolo dei cavalli (nei fettoni), contro la rogna e anche nelle ecchimosi.

Invece il pittore Pieter Paul Rubens e altri artisti del rinascimento usavano l’essenza come diluente. La ricchezza di resine ivi contenute certamente, sono in parte, responsabili della solidità di certe opere fiamminghe.

Alcuni utilizzi casalinghi per beneficiare di questo gradevole aroma possono essere:

  • Preparare un decotto con i fiori, da utilizzare per un bagno tonico e ristoratore, versandolo nell’acqua della vasca; se si utilizza la doccia si possono fare delle spugnature su tutto il corpo.
  • L’infuso dei fiori si può aggiungere all’acqua del bagnetto dei bambini per beneficiare delle proprietà calmanti.
  • Confezionare dei sacchettini di tela  per inserire le sommità fiorite appena raccolte, perché così mantengono più a lungo il loro aroma e poi riporli negli armadi e nei cassetti. Ciò preserva la biancheria dagli insetti e nello stesso tempo donano una piacevole fragranza. Dolci e profondi sonni si attuano in un letto dalle lenzuola profumate con lo spigo toscano.

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Tale tipo di lavanda è molto apprezzata come pianta da giardino o da mettere negli orti come erba odorosa. Inoltre capita pure di trovarla in prossimità di alveari. Infatti un  apicoltore toscano mi ha spiegato il motivo: se le api si cibano del nettare dei fiori di lavanda producono un miele piacevolmente aromatizzato e anche più digeribile.

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L’aroma dei fiori è un grande dono che Madre Natura costantemente ci regala. Dante Alighieri sosteneva: “Tre cose ci sono rimaste del paradiso: le stelle, i fiori e i bambini”.

Giulia Zeroni

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