Radda, perla del Chianti (parte 1)

Maurizio Carnasciali

Il comprensorio geografico a cui appartiene il territorio comunale di Radda in Chianti è posto sulle colline che occupano il tratto iniziale delle valli del Pesa e dell’Arbia, su un poggio dominante il versante sinistro del Valdarno Superiore.

I documenti più antichi, che attestano un piccolo centro etrusco in quest’area – preceduto da un insediamento nuovo già alla fine dell’età del bronzo (XI secolo a. C.) -, sono quelli del periodo arcaico ed ellenistico (VI-III secolo a. C.) rappresentati da reperti ceramici e metallici provenienti rispettivamente da tombe e da resti di strutture murarie, che ci documentano l’esistenza di un abitato sul tipo dell’«insediamento fortificato di altura», rinvenuti nelle vicinanze del paese attuale (in località La Malpensata e Poggio la Croce).

Successive attestazioni appartengono all‘età romana imperiale e consistono in strutture tombali rinvenute nei dintorni di Radda che presuppongono un territorio popolato da insediamenti sparsi (vicus o casale) le cui tracce sono riferibili a strutture edilizie avvicinabili alle moderne fattorie, abitate da piccoli e medi coltivatori esponenti del ceto fondiario locale.

Le più antiche attestazioni scritte del castello di Radda si pongono agli inizi dell’XI secolo con la prima citazione manoscritta in un documento del 1002 quando “curte et castello” erano inclusi tra i possedimenti dei monaci benedettini della Badia di santa Maria in Firenze a cui vengono confermati dall’imperatore Ottone III. Dal 1191 Radda fu feudo dei conti Guidi anche se a partire dal XII secolo la troviamo sotto il dominio della repubblica di Firenze. Inoltre, Radda costituì uno dei Terzieri dell’antica Lega del Chianti – nella quale erano compresi anche quelli di Castellina e di Gaiole – poi capoluogo della Lega e residenza del Podestà a partire dal 1384.

Fra i secoli IX e X il territorio di Radda, al pari di altri in questa zona del Chianti, è caratterizzato da un tipo di insediamento sparso di derivazione etrusco-romana consistente in piccoli aggregati di abitazioni rurali (vici o casalia) che si trasformeranno in seguito in villaggi fortificati. Le prime tracce riferibili a insediamenti nel territorio comunale attestano la presenza di una serie di piccole fattorie significativamente orientate verso i corsi d’acqua (segnati dalle valli del Pesa, di Greve e dell’Arno) e l’agricoltura, elementi fondamentali per il popolamento del successivo periodo medievale.

Fra i secoli XIII e XV il territorio di Radda, per la sua posizione di confine con Firenze e Siena, venne più volte occupato e devastato, coinvolto nelle vicende belliche delle due Repubbliche rivali. Dai documenti dell’epoca risulta che il castello subì danneggiamenti nel 1230 da parte senese, nel 1268 con l’occupazione delle truppe francesi di Carlo d’Angiò e fu parzialmente distrutto e incendiato nel 1478 in occasione della terza invasione aragonese a tal punto che furono necessari interventi notevoli di restauro alle opere di fortificazione e al Palazzo del Podestà.

Altre citazioni si possono trovare nel Libro di Montaperti del 1260 dove è menzionato il popolo di san Niccolò e nello Statuto del comune di Firenze del 1415 nel quale Radda è ricordata come sede del Podestà della Lega del Chianti fra i popoli del Terzo che la componevano, inclusa nel piviere di san Giusto in Salcio (oggi appartenente al comune di Gaiole in Chianti). Il 30 settembre 1772 fu eretta Vicariato con giurisdizione su Greve oltre che su Gaiole e Castellina, ruolo che conservò sino al 1838.

Nel 1774, a seguito del motuproprio granducale del 23 maggio emanato dal granduca Pietro Leopoldo, sciolti i Terzieri e suddivisa la zona in Comuni, l’antico terziere di Radda fu trasformato in Comunità analogamente a quelli di Castellina e di Gaiole. Durante il periodo della dominazione francese (1808-1814) fu sede di Cantone e di una Giudicatura di pace, compresa nel dipartimento dell’Arno (Firenze) dal 1808 al 1811 e in quello dell’Ombrone (Siena) dal 1811 al 1814. Con la restaurazione dei Lorena, che ristabilì la situazione antecedente al dominio napoleonico, il comune di Radda fu compreso dal 1825 nel compartimento Senese e, infine, con l’unità d’Italia assegnato dal 1861 alla provincia di Siena. Fine Parte 1-continua qui

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