Antro del Corchia: un viaggio naturalistico ai limiti del mondo

Sara Parisi

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Abbarbicato nella meravigliosa Garfagnana tanto cara a Giovanni Pascoli, l’Antro del Corchia è il più vasto complesso carsico italiano, imperdibile da visitare se si vuol vivere un’esperienza al di fuori della frenesia quotidiana.


I Incastonato all’interno dell’imponente catena montuosa delle Alpi Apuane, l’Antro del Corchia non può far altro che suscitare una malia invincibile sui visitatori, che ogni anno si recano a migliaia per scoprire i suoi 64 km di gallerie e pozzi, di cui soltanto 53, per il momento, sono stati trascritti su carta.

La montagna vuota – com’è spesso chiamata – presenta un dislivello massimo di circa 1200 m di altezza, che la rendono unica nel suo genere e la collocano di diritto tra i più importanti complessi carsici europei.

E pensare che ne è passato di tempo da quando il naturalista Emilio Simi scoprì l’ingresso dell’Antro e pubblicò i rilievi dei primi 200 metri! Era allora il 1847 e nessuno sapeva ancora cosa potesse celare la montagna vuota. Negli anni successivi speleologi provenienti da tutta Europa cercarono di carpire i segreti dell’Antro e li svelarono uno ad uno, segnando una delle più importanti scoperte contemporanee. Fu così che, dopo la buca d’Eolo rinvenuta da Simi, vennero alla luce la buca del Serpente, l’abisso Fighierà con i suoi 700 m di dislivello, e l’abisso Rodolfo Farolfi, collegato al primo per mezzo di un lungo corridoio.

Oggi le grotte dell’Antro del Corchia, situate presso Levigliani di Stazzema (LU), sono in grado di offrire ai visitatori un percorso attrezzato di circa 2 km, che si serve di lunghe passerelle e gradini per garantire un’autentica esperienza al di fuori del mondo a chiunque voglia intraprendere quest’avventura.
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Antro del Corchia: nel cuore della montagna

Da quando sono state aperte al pubblico nel 2001, le grotte del Corchia non hanno cessato di attrarre un numero sempre maggiore di visitatori. Comprensibile, se si pensa che si tratta di un’esperienza in grado far penetrare nel cuore del sistema carsico e di ammirare stalattiti, stalagmiti, minerali e rocce formatisi circa 5 milioni di anni fa.

L’ingresso dell’Antro si raggiunge unicamente per mezzo di un bus navetta compreso all’interno del prezzo del biglietto, a partire dal quale si procede in leggera salita per quasi 170 m di lunghezza. Il luogo offre una suggestiva fuga dal mondo attraverso strati marmorei di diversa qualità e la possibilità di osservare da vicino una faglia, caratterizzata dal classico piano di scorrimento. Arrivati nella cavità carsica, a 800 m sul livello del mare, si incomincia a discendere nelle viscere della montagna grazie ad un sistema di ponti e gradini che rendono sicuro il procedere. In una imponente e meravigliosa successione che comincia dalla Galleria Franosa – che non deve incutere timore con il suo nome perché non preannuncia il pericolo di crolli – e prosegue con la Galleria degli Inglesi, il visitatore ha la possibilità di immergersi in un ambiente naturale del tutto avulso dal chiassoso tam tam quotidiano a cui siamo abituati. Qui si possono osservare alcune tracce di erosione meccanica causata dal fluire delle acque e si può ammirare la splendida Galleria della Neve, un condotto di forma circolare caratterizzato da quella che nel gergo tecnico è chiamata calcite flottante e che a noi comuni mortali sembra neve fresca, da qui deriva, infatti, il nome della galleria.

Il percorso attrezzato offre un tempo di percorrenza di circa due ore, considerate anche le dovute pause per riprendere fiato e regala ai turisti una suggestiva fuga nella parte più nascosta del mondo terrestre, tra gole strette e profonde che rivelano la loro inimitabile bellezza e l’incantevole Foresta Pietrificata, caratterizzata da enormi stalattiti e stalagmiti dal colore grigio-bruno, che si raggiunge dopo aver attraversato le acque poco profonde del Laghetto del Venerdì. La passeggiata si conclude con uno dei punti più suggestivi dell’Antro: la Galleria delle Stalattiti, che merita sicuramente una visita. Difficile descrivere la ricchezza cromatica, la varietà di minerali e l’atmosfera magica delle stalattiti che si tuffano nell’acqua, di cui consigliamo caldamente la visita.

Ma prestate attenzione: per svolgere il percorso in maniera ottimale, consigliamo l’uso di scarpe adatte con suola di gomma e una calda felpa, perché la temperatura all’interno dell’Antro si mantiene sui 7,6° C e il tasso di umidità solitamente è pari al 100%.

L’itinerario da noi suggerito può poi proseguire alla volta di una breve sosta per rifocillare corpo e spirito. Diversi sono i locali situati nei pressi di Levigliani in cui potrete gustare i piatti tipici toscani, il ristorante Raffaello, ad esempio, vanta tra le sue specialità la pasta fatta in casa con ragù di cinghiale e il coniglio alla cacciatora, oltre ad altri piatti tipici della cucina montanara. Qualora si decida di spostarsi di pochi chilometri, il ristorante La Ceragetta offre piatti curati, cucina casalinga toscana e un ottimo vino della casa.

Da qui, la visita potrebbe terminare con una passeggiata nel fiabesco borgo di Isola Santa, una delle mete naturalistiche più belle della Garfagnana, situato nei pressi delle Alpi Apuane. Una pausa in riva al laghetto montano offrirà ristoro ai visitatori in cerca di relax dopo l’escursione mattutina, regalando tranquillità e un’impareggiabile veduta del borgo montano.

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Sara Parisi