Il dopo vacanza: macchie solari

Giulia Zeroni

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Il sole sicuramente è uno dei piaceri della vita e gli esseri umani come gli animali cercano il sole per istinto al fine di ottenere benessere.

A CURA DI GIULIAZ ZERONI


 

L’esistenza della vita non potrebbe compiersi senza la luce! Tuttavia questo piacere non deve diventare una forma maniacale, tanto da portare la pelle ad invecchiare precocemente aprendo la strada a rughe e macchie. Si deve stare al sole con buon senso.

La tintarella è bella però in certi casi può diventare un incubo e non è solo un problema tipicamente femminile, ma riguarda anche gli uomini. Le ricerche confermano che il 60 per cento delle macchie che compaiono sul viso, sul decolté e sulle mani sono dovute principalmente al photoaging, cioè all’invecchiamento cutaneo frutto di una cattiva e prolungata esposizione al sole e alle lampade abbronzanti. A lungo andare tale esposizione provoca seri danni al Dna delle cellule della pelle che, naturalmente, si sommano a quelli dell’invecchiamento biologico.

Le lentigo solari sono zone caratterizzate da un aumento di melanina (pigmento naturale dell’organismo prodotto da cellule specializzate chiamate melanociti), la quale è responsabile del colore della pelle.

L’aumento di pigmentazione può essere attribuito a varia natura: melasma, scompenso ormonale, una manifestazione infiammatoria, alcuni farmaci, chiazze dovute all’età o anche un nevo. E’ importante perciò una corretta diagnosi da parte di un dermatologo prima di effettuare qualsiasi trattamento.

Le discromie cutanee provocate da una inadeguata esposizione solare o dovute al passare degli anni, possono essere trattate anche con delle valide soluzioni naturali, ricche di principi vegetali. I rimedi depigmentanti si effettuano in autunno e inverno. Quindi a partire dalla stagione fresca, quando ormai non si prende più il sole, si può intervenire così:

-il giorno è fondamentale utilizzare una crema sempre con protezione solare (questo però tutto l’anno).

-La sera dopo aver deterso la pelle, applicare sulle macchie del succo di limone, lasciare asciugare e poi mettere una crema. Alla sera è bene usare creme con formule specifiche antimacchia, in grado di inibire la melanogenesi: acidi della frutta, acido cogico,  vitamina C. Durante il riposo notturno lo stress ossidativo cutaneo è più ridotto.

-Per un breve periodo, una volta a settimana si può effettuare un leggero peeling all’acido glicolico, la cui azione superficiale stimola il turnover cellulare ed elimina lo strato carico di cellule morte di melanina. Attenzione non è innocuo per cui è necessario farsi consigliare da persone competenti.

– E’ vantaggioso ricorrere ad una maschera, due volte a settimana: yogurt al naturale, tre cucchiai di aceto di mele, un cucchiaio di farina d’avena, mescolare bene il tutto e apporre il composto sulle zone interessate. Togliere la maschera dopo circa 20 minuti con acqua e bicarbonato. Tamponare poi la pelle con del cotone imbibito di una lozione tonica come l’infuso di camomilla e mettere un siero adeguato, dall’effetto schiarente e antietà. Consiglio sieri confezionati in fiale monodose per preservare maggiormente il prodotto da aria e luce.

-L’eventuale ricomparsa delle lentigo, soprattutto in seguito a ulteriori esposizioni solari, possono essere nuovamente trattate. In ogni caso per evitare e ridurre le recidive è utile ricordare di fare prevenzione e ricorrere, sia per via topica (cosmetici) sia per via orale (cibi) ad elementi che contengono degli antiossidanti tipo vitamina A, vitamina E, licopene, selenio, coenzima Q. Gli alimenti più significativi sono: olio extravergine di oliva, frutta secca e semi, avocado, spinaci, salsa naturale di pomodoro, fagioli, carote, albicocche.

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A proposito di sole mi piace rievocare questa straordinaria frase, sulla brevità dell’esistenza, del poeta Salvatore Quasimodo: “ Ognuno sta solo sul cuor della terra trafitto da un raggio di sole: ed è subito sera”. Ecco che uno dei nostri doveri principali è quello di avere cura di noi stessi finché siamo in tempo.

Giulia Zeroni

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