Treni, amore e uguaglianza: intervista a Iacopo Melio

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Una foto tratta dal profilo Twitter di Iacopo Melio, il ragazzo disabile di 22 anni divenuto famoso per aver iniziato uno scambio di Tweet con l'ex ministro Maria Grazia Carrozza, e con la quale si Ë concretizzato un progetto che con il tempo potr‡ rendere giustizia a quell'hashtag da lui lanciato #vorreiprendereiltreno, Pontedera, 14 Luglio 2014. ANSA/ WEB/ TWITTER ++ NO SALES EDITORIAL USE ONLY ++

a cura di Alessia Tozzi

Sono quasi due anni che, dopo il touchdown all’ex ministro Maria Chiara Carrozza con il celebre tweet #vorreiprendereiltreno, Iacopo ha trasformato la sua disabilità in un punto di forza. L’obiettivo: abbattere le barriere architettoniche attraverso musica, convegni, sensibilità e tanti sogni nel cassetto.


 

Iacopo, come nasce #vorreiprendereiltreno?

“#vorreiprendereiltreno nasce da un articolo ironico sulle barriere architettoniche che ho scritto sul mio blog. Volevo creare della sensibilizzazione in modo divertente e alternativo anziché pietistico e compassionevole. Così decisi di fare un appello alla politica. Chiesi di farmi prendere i mezzi pubblici non tanto perché fosse la cosa più naturale che ci potesse essere in un paese civile e democratico, ma perché avevo voglia di viaggiare e di innamorarmi su un treno, incontrando la ragazza dei miei sogni. Proprio come in un film romantico!

L’articolo fu molto condiviso, divenne virale: si creò una sensibilizzazione spontanea che decisi di non far morire – come ogni fenomeno di internet – ma di provare a tradurla in qualcosa di concreto. E così è nata la ONLUS #vorreiprendereiltreno per sensibilizzare alla disabilità”.

Da quel momento tantissime persone (anche famose) hanno “rimbalzato” il tuo messaggio. Cosa ami e cosa odi dei social network?

“I social ma in generale internet sono l’unico luogo dove non ci sono barriere e dove chiunque, potenzialmente, può arrivare ovunque e a qualunque persona.

Ovviamente c’è il rovescio della medaglia: possono essere utilizzati in modo intelligente ma anche stupido, facendo emergere gli aspetti più negativi della società come ad esempio la discriminazione e il cyberbullismo.

Sta a noi scegliere cosa farne di questo grandissimo potenziale”.

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Recentemente hai girato un divertente video con il comico fiorentino Lorenzo Baglioni che ha addirittura superato Justin Bieber su iTunes. Ti aspettavi tanto successo? Com’è nato questo sodalizio? Continuerete a collaborare?

“No, assolutamente, la cosa ci è sfuggita di mano rispetto alle nostre aspettative. Contattai Lorenzo perché lo seguivo su Facebook e mi ero rivisto nel suo modo scanzonato e ironico di interpretare le cose. Così, siccome stavo cercando qualcuno che facesse una sorta di “spot” della ONLUS, decisi che lui poteva essere assolutamente adatto.

Una volta che gli ho proposto l’idea ha subito accettato e nel giro di poco tempo ha preparato la canzone, scrivendola insieme al fratello Michele.

Adesso stiamo pensando a qualcosa che, speriamo, possa vedere la luce presto e soprattutto possa piacere…ma non vogliamo svelare niente per il momento!”

Qualche altra idea o progetto in vista?

“Al momento continuiamo a portare avanti le nostre iniziative di sensibilizzazione e, quando possibile, a collaborare con le istituzioni sul territorio.

Stiamo organizzando altre due “Skarrozzate” – basta cercare su YouTube per vedere che meravigliosa manifestazione è! – ed un evento molto grande in collaborazione con la Regione Toscana, previsto per il 15 Settembre. Più altre piccole cose qua e là, soprattutto convegni, conferenze ed incontri nelle scuole che fanno sempre bene al cuore”.

La più grande soddisfazione ricevuta da quando è iniziato tutto?

“La più grande soddisfazione è quotidiana, leggendo le decine di messaggi che ogni giorno arrivano e che a fatica riesco a gestire. Vedere le persone che dopo due anni ci supportano, ma soprattutto vedere la nostra famiglia allargarsi ogni mese è una grande vittoria.

Certo, andare due giorni a Milano insieme a Lorenzo Baglioni e al suo gruppo – ospiti di “Quelli che il calcio” – è stata davvero un’esperienza bella, ci hanno trattati come delle rock-star e ci siamo divertiti molto”.

Raccontaci un episodio della tua vita in cui metaforicamente il treno non te lo sei lasciato scappare…

“Credo che la migliore scelta della mia vita sia stata appunto questa, quella di aver risposto su twitter in maniera provocatoria all’ex Ministro Maria Chiara Carrozza, dove lei sosteneva di “prendere il treno” come tutti. Le risposi che non tutti, appunto, hanno la possibilità di farlo e quello scambio di battute mi ispirò nella scrittura dell’articolo “Sono single per forza, non piglio l’autobus!” che ha dato il via a #vorreiprendereiltreno.

Mi sono trovato al posto giusto al momento giusto: ne è nata un’avventura che mi ha arricchito tantissimo e che spero possa aiutare gli altri sempre di più”.

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 Qual è il tuo legame con Firenze? Tre parole per descriverla

“Firenze per me è una piccola bomboniera. Firenze è arte, cultura, bellezza, ilarità… Firenze è pura poesia.

Purtroppo io abito molto distante, in un paesino sperduto vicino Empoli, ma appena posso cerco di scappare a Firenze, che sento un po’ casa mia. Non so perché ma ne sono sempre stato attratto e spero di poterci vivere un giorno, magari dopo la laurea proverò a fare il “salto”. Chissà”.

 Il luogo in Toscana che più ti emoziona e perché?

“Credo che la vista di Firenze da Piazzale Michelangelo sia in grado di rimetterci in pace col mondo. Non c’è un motivo. È un quadro impressionista”.

Quali sono le tue più grandi passioni?

“Amo l’arte e ogni forma di espressione in generale, soprattutto scrittura, fotografia e musica, che cerco di fare appena possibile. Purtroppo il tempo libero per me è poco ed ho un po’ accantonato sia la fotografia che la musica (suono la chitarra), ma almeno della scrittura sono riuscito a farne un lavoro part-time come giornalista freelance”.

So che ti piace leggere, c’è una frase di un libro che ti ha colpito e ti è rimasta nel cuore?

“I miei vangeli non sono quattro… noi seguiamo da anni e anni il vangelo secondo De André, un cammino cioè in direzione ostinata e contraria. E possiamo confermarlo, constatarlo: dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior.” (Don Andrea Gallo – La storia siamo noi: preti di strada)”.

Cosa serve secondo te per essere felici?

“Circondarsi di belle persone, trovare soddisfazione in ciò che si fa ed avere un sogno da rincorrere. Con la musica in sottofondo”.

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