Intervista a Italo Fontana, creatore di U-Boat

Francesca Capaccioli

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Italo Fontana, classe 1965 è di Lucca, città dove vive e lavora. L’appuntamento con lui è al tramonto nel mio posto preferito qui a Forte dei Marmi: il Bagno Piemonte. Italo non passa inosservato, arriva con una delle sue passioni, un Aston Martin Rapide grigio argento. È vestito di nero.


 

Di lui ti colpisce subito il forte carisma, non è spavaldo ma trasmette a prima vista quel suo spirito errante, libero da etichette, unitamente anche alla sua ironia, caratteristica di uno che nonostante le apparenze non si prende troppo sul serio, ma al contempo crede seriamente in tutto quello che fa. Oggi il mare è infuriato dal maestrale e ci fa godere del profumo del sale che ci arriva addosso, quasi diretto sul naso, e mentre siamo seduti comodamente sotto la tenda avorio sulla spiaggia, inizio l’intervista.

Italo, la tua storia è davvero particolare. Raccontaci come la tua vita un bel giorno è cambiata…

“Negli anni ’40 mio nonno Ivo aveva progettato per la Marina Militare Italiana un orologio con la corona a sinistra molto grande da poter anche essere indossato sopra la coscia, sopra ai giubbotti. Doveva essere molto facile da manipolare anche con i guanti e con delle funzioni ben precise, doveva resistere nelle condizioni più estreme. Per una serie di motivi l’ orologio non venne realizzato ed è stato questo suo sogno spezzato che mi ha dato lo stimolo di intraprendere questa nuova avventura. Nel 1999 nasce U-Boat , il primo modello è stato un 65 mm, solo 29 pezzi lanciati subito nel mercato”.

Il sogno che diventa realtà in un mercato dove le certezze economiche vacillavano da un bel po’: sei stato coraggioso… e le reazioni come sono state?

“Molte le critiche da parte degli orologiai storici: facevano battute,dicevano che più che un orologio sembrava una vecchia sveglia, ma io non ho mai prestato attenzione a tutto ciò e non me ne sono fatto condizionare. L’attitudine di quel periodo nella moda e in altri settori era mischiare tutto e io ho voluto creare la mia nicchia. Mi sono riscattato velocemente; il primo ad acquistare uno dei miei orologi fu David Beckham, nel 2000”.

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Molti sono i vip che hanno subito amato il tuo U-Boat. È vero che Sylvester Stallone è venuto in Italia per vedere il Papa, comprare una Ferrari e conoscere te?

“Sì, confermo. Sylvester Stallone ne possiede quattro e mi ha voluto incontrare, mi rende molto orgoglioso quando una persona così di mondo, uno dei miei miti, sceglie di acquistare un U-Boat. Anche Arnold Schwarzenegger è un mio cliente, come lo sono Tom Cruise, Nicolas Cage, lo stilista Kenzo, Lindsay Lohan, Bar Rafaeli, Victoria Beckham… 

La soddisfazione più grande però è stato sapere che Giorgio Armani ne ha comprato uno a Mykonos. Tutti questi vip hanno comprato U-Boat personalmente, io non ho fatto nessuna propaganda. Di questo sono veramente molto fiero”.

È proprio il caso di dire che la fortuna aiuta gli imprenditori audaci?

“Credo che un pizzico di fortuna serva sempre e anche un po’ di follia. Non bisogna mollare se si crede profondamente in quello che si fa, poi la vita ti ripaga”.

Viaggi molto per lavoro. Come ti sembra l’Italia oggi?

“C’è una grandissima confusione. C’è un’arroganza a livello politico e sociale, è difficile per chi ha un’attività, ti senti completamente abbandonato. Nonostante queste gravi difficoltà, l Italia è un paese che amo e quando sono all’estero cerco sempre di esaltarne i lati positivi. Noi Italiani siamo stati in grado di ricostruire il nostro paese dopo le grandi guerre in pochi anni,  dovremmo essere più orgogliosi oggi”.

E quali sono i paesi che ti ispirano di più?

“Ho un grande feeling con il Sud America, se dovessi scegliere di vivere in un altro paese andrei lì”.

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Una domanda di rito: quanto la tua “Toscanità” ha influito sul tuo lavoro?

“Rischio di essere banale nel risponderti, ma sono fiero e orgoglioso di appartenere a questa terra. Se fossi nato in un’altra regione non so se avrei fatto tutto questo, la risposta a quello che sei e a quello che fai sta nella cultura che ti circonda, nella tradizione delle nostre genti. Vivo e lavoro a Lucca e tutto quello che creo nasce qui in Toscana, non potrebbe essere altrimenti. Anche l’ultimo video che ho girato per la campagna pubblicitaria l’ho realizzato qui al Forte, all’Hotel Principe. In Toscana non manca niente”.

Il Forte d’estate diventa un miscuglio di umori e profumi dannunziani… Ti piace stare qui?

“È fin da quando ero piccolo che vengo con la mia famiglia a trascorrere le vacanze estive e l’atmosfera è piena di ricordi, anche se molto è cambiato, tutto in fondo è rimasto uguale per me… i “colorini” pastello dei legni delle cabine, il rumore cigolante delle bici e le luci delle dinamo, le schiacciatine di Valè, gli amici in Capannina, un aperitivo al Caffè Morin.  Mi piace ritrovarmi in questo miscuglio… è sempre piacevole”.

Sei circondato da tanti amici, però sembri un tipo solitario, è così?

“In parte sì. Ci sono periodi in cui preferisco stare da solo, ma dura poco … quando ho tutti i miei amici e la mia famiglia intorno a me, sono felice, ho bisogno di condividere tutto, amo vedere le persone stare bene, mi riempie il cuore”.

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Italo, tu come ti vesti?

“Mi piace vestirmi di nero e ora che sono un po’ ingrassato mi vedo bene solo con questo colore. Comunque non seguo mode, mi piace solo trovare capi particolari e viaggiando spesso riesco a trovarli, come le giacche di rettile,  di pitone e di anaconda”.

E quando non lavori, cosa fai?

“Faccio tante cose, ho molte passioni, tra cui le auto ed il vino. Una volta correvo in macchina, ero sempre in giro per autodromi, oggi però sono un po’ deluso perché non c’è molto rispetto si è persa un po’ di eleganza anche in questo mondo. Potrei gareggiare solo con le auto d’epoca, anche se il mio obbiettivo sarebbe la Formula 1 storica, mi piacerebbe molto correre in questa categoria. Vedremo…

Sei un pilota gentiluomo… e anche un grande appassionato di vino: news dalla cantina?

“A parte il Syrah (Tenuta Albaclara, il nome delle due nonne Alba e Clara e anche della figlia), sì c’è una novità. Ho creato lo spumante più alcolico che esista: ha 14 gradi e mezzo, è più alcolico dello champagne, cerco sempre di dare qualche cosa di diverso. È difficile da descrivere, va assaggiato. Della cantina però non riesco ad occuparmi personalmente, ci pensa mia moglie che è bravissima”.

Che cos’ è il lusso per te?

“La libertà”.

E la notte?

“Vado a letto tardi perché preferisco lavorare con il buio. La mia mente è più fresca di sera”.

Sei sportivo? Segui una dieta particolare?

“Sono abbastanza sportivo. So fare di tutto e tutto poco, non seguo diete, mangio e bevo. Il  mio vino è buonissimo…”

Ti consideri un uomo di successo?

“Il successo è solo un participio passato. Quello che è “successo” fa parte del passato. D’ Annunzio diceva “Io nacqui ogni mattina”…”

Desideri ancora altro dalla vita?

“Desidero avere persone felici intorno a me sempre… Mi piace l’allegria”.

Italo, cosa consigli di fare a chi viene a Forte dei Marmi per la prima volta?

“Qui al Forte il primo approccio deve essere con il cibo e lo spaghetto con le arselle è uno dei piatti più caratteristici, forse sono condizionato dai ricordi, ma devi vivere il Forte con un sapore che ti circola nel sangue per capirla come si deve. Io lo mangio qui da Fabio al Bagno Piemonte…poi si deve prendere la bici, il resto viene da sé”.

In effetti Italo ha ragione: qui al Forte è impossibile non essere condizionati dai ricordi… Il vento si è calmato, ora spira una brezza leggera, l’aria salata del maestrale rende madreperlate le cime dei Monti Apuani che si stagliano dietro di noi nella luce del tramonto. Il cielo piano piano cambia colore e la luna esce argentea, sottile e turca… È una dolce sera di Versilia, una di quelle che fece scrivere a Gabriele D’Annunzio: “E tutta la Versilia, ecco, s’indora d’una soavità che il cor dilania”.

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