La Bottega del Cuoio, Arezzo

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Nella metà degli anni ‘70, ad Arezzo, nasceva la Bottega del Cuoio, dall’idea, dall’impegno e dall’estro del fondatore, Antonio Cappello.


 

Dopo i primi anni di lavoro formativo, Antonio decide di entrare sul mercato con i propri modelli, conquistando subito un grande apprezzamento. Dal laboratorio aretino cominciano a uscire prodotti di alta qualità e in numero estremamente limitato, realizzati con pellami di prima scelta e lavorati secondo i più antichi metodi artigianali. Ovviamente, nel corso degli anni, per cercare di offrire sempre qualcosa di nuovo alla clientela, La Bottega del Cuoio ha stretto alcune collaborazioni con altre aziende che operavano nel settore, ma che allo stesso tempo rispettavano dei valori fondamentali: la qualità indiscussa dei pellami utilizzati, conciati al vegetale, e la ricerca della qualità superiore del prodotto lavorato e finito.

Antonio, come nasce la vostra attività? Parlaci delle vostre origini…

“La storia della mia attività nasce durante un mio viaggio in Medio Oriente, dove rimasi rimase affascinato dalle tecniche di lavorazione del pellame. Arrivai poi India ed in Nepal, dove tutto veniva fatto ancora completamente a mano, con grande maestria, nelle botteghe di strada degli artigiani locali. Tornato nella mia città, volli intraprendere questo percorso, iniziando a lavorare il cuoio della mia vecchia Toscana, il quale tuttavia non aveva ancora la diversificazione di genere e di colorazione presente al giorno d’oggi”.

Strumenti

Qual è la vostra filosofia?

“La Bottega del Cuoio ha sempre cercato di seguire una serie di scelte “etiche” per quanto riguarda l’organizzazione del lavoro e la sua messa in pratica. Infatti nel corso degli anni dalla sua apertura, moltissime altre aziende hanno intrapreso strade diverse, crescendo in modo esponenziale, tralasciando tuttavia quello da cui erano partite. Noi abbiamo cercato di rimanere fedeli all’ideale di artigianato vero e proprio, dove il prodotto deve seguire delle strade ben specifiche per definirsi tale.

Oltre all’impiego di materie prime di altissima qualità infatti, pure la loro lavorazione, dunque da chi viene effettuata,  ed il rispetto delle leggi umane per farlo è per noi di grandissima importanza.Questa serie di scelte hanno infatti influito sulla grandezza del nostro negozio, che è rimasto piccolo ed autentico. Tuttavia possiamo considerarci orgogliosi nel portare avanti questo progetto, in anni durante i quali abbiamo assistito e stiamo assistendo alla morte delle botteghe artigiane…”

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Quanto è importante la creatività nel vostro mestiere?

“L’artigianato, per sua stessa definizione, è un attività lavorativa in cui degli oggetti utili o decorativi vengono prodotti  esclusivamente a mano o per mezzo di semplici attrezzi. Tutti gli altri oggetti che invece vengono prodotti diversamente, non possono essere definiti produzioni artigianali. Da questa semplice definizione si evince quanto sia importante la creatività per poter fare questo lavoro. Nel nostro campo, è fondamentale saper sviluppare un modello da un’idea, e saper trasformare il modello nel prodotto finito. Ovviamente la creatività è accompagnata necessariamente dalla dedizione e dalla pazienza! Quando arriviamo al prodotto finito possiamo essere veramente gratificati di aver dato vita ad un pezzo unico, che se anche verrà ricreato, non potrà mai essere uguale in tutto per tutto al precedente”.

In un mondo sempre più proiettato verso il futuro, che importanza ha ancora la tradizione?

“Vi sono alcune tradizioni che con il progresso scientifico e tecnologico ci siamo lasciati felicemente alle spalle. Tuttavia il progresso, l’industrializzazione e la globalizzazione hanno dato vita anche a fattori non proprio positivi. I cittadini per poter vivere in modo sostenibile, hanno bisogno di essere educati ad un consumo più ponderato e sopratutto più moderato. Gli oggetti che vengono prodotti, devono essere in grado di durare nel tempo. Perciò noi siamo convinti che il lavoro artigianale sia sempre indispensabile, anche in un mondo proiettato verso il futuro!”

Che consiglio daresti a chi vuole fare l’artigiano oggi?

“Purtroppo negli anni abbiamo assistito ad un declino di molte realtà artigianali. Avviare al giorno d’oggi una tale progetto ha un che di eroico. La costanza, la tenacia ed ovviamente la passione sono tra gli  elementi indispensabili di un artigiano. Ricavare felicità nel creare begli oggetti è un aspetto gratificante di questo lavoro. Al giorno d’oggi imparare un mestiere è una controtendenza, anche se in molti hanno capito l’importanza  del saper fare, aprendo vere e proprie scuole di artigianato. Noi nel nostro piccolo, siamo convinti della necessità  del lavoro manuale e della mente come realizzazione dell’essere umano, speranzosi che esso possa perdurare ancora a lungo e migliorarsi gradualmente”.

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