In Lucchesia rurale tra boschi, ville e camelie

Daniele Angelotti

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Apprezzatissima per la bellezza dei centri storici stretti tra le piazze e le vie cittadine, la Lucchesia non finirà mai di stupire neanche per i suoi aspetti rurali.


 

In un susseguirsi continuo di angoli incontaminati fatti di storia, scorci pittoreschi e leggende, si passeggia tra coltivi, vecchie coloniche e viuzze che conducono ai cancelli di eleganti ville. Assaporando i piaceri del contatto diretto con una natura fatta di suoni, profumi e colori avvolgenti, si perde facilmente la cognizione del tempo mentre la memoria di antiche tradizioni è custodita dai caratteristici muretti a secco che marcano il confine di proprietà e coltivi.

Particolarmente suggestiva è la zona di Capannori e del Compitese dove sterrate e ponti sospesi accompagnano alla scoperta di piccoli borghi ricchi di fascino e gioielli nascosti come pievi affrescate, antichi palazzi un tempo pieni di vita e lavatoi in pietra che riportano la mente a secoli passati.

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Ogni anno a fine inverno, le frazioni di Sant’Andrea e Pieve di Compito si trasformano in “Borgo delle Camelie” attirando migliaia di visitatori desiderosi di conoscere più da vicino quella pianta tanto celebrata nelle pagine di Dumas e nelle arie della Traviata.

Tra le sorprese inaspettate c’è anche l’unica piantagione di té attiva in Italia. Si tratta della storica Chiusa Borrini dove le piante più antiche risalgono al 1795. Appartenenti alla famiglia botanica delle Theaceae, le camelie furono introdotte nella Penisola sul finire del XVIII secolo. Il primo esemplare fu messo a dimora nei giardini della Reggia di Caserta ma destò immediatamente la curiosità dei collezionisti e degli ibridatori toscani diventando presto pianta simbolo della Lucchesia.

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A chiudere in bellezza l’itinerario non può mancare una visita alle splendide ville costruite nei dintorni per godere del buon clima e del panorama. Tra le più belle vanno ricordate Villa Torrigiani a Camigliano, famosa per i suoi giardini segreti e i giochi d’acqua, e la vicina Villa Mansi a Segromigno che accoglie il visitatore con una curiosa leggenda seicentesca. Sembrerebbe che la bellissima Lucida Samminiati Mansi fece un patto con il Diavolo in cambio di una giovinezza immutabile per trent’anni. Trascorso questo periodo fu rapita da una carrozza infuocata e gettata nelle acque del laghetto dell’Orto Botanico di Lucca: curiosità e bizzarie di una terra dal fascino intramontabile.


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Daniele Angelotti