Gelateria Carabè

Chiara Poggi

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“Patti, Messina. Fine ‘800.  Il mio bisnonno Francesco Lisciandro in quel tempo lontano cominciava d’inverno a raccogliere la neve dai Nebrodi, per creare un composto appena denso, la granita”.


 

Antonio Lisciandro è arrivato 26 anni fa in una Firenze che non sapeva ancora cosa fossero le granite. Ha aperto il punto vendita in Via Ricasoli, a due passi dal Duomo, nel cuore della città. Si è fatto subito conoscere come l’artigiano sperimentatore del gelato. Sceglie gli ingredienti sani e naturali senza scendere MAI a compromessi, sperimenta nuovi gusti e li realizza senza mai tradire la qualità e la tradizione.

Antonio Lisciandro

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“Fa conoscere ai fiorentini e ai turisti le vere granite, quelle che rappresentano nel sapore e nel profumo le materie prime utilizzate”

Arriva a Forte dei Marmi nel 1998 replicando la formula del successo di via Ricasoli. Sente poi il bisogno di qualcosa di nuovo. Nel 2013 nasce il Parco Carabè, una vera oasi di creatività e gusto nella suggestiva cornice delle colline del Valdarno. Tra gli alberi del frutteto storico e le famose “balze” di argilla, in un mondo rurale pacifico immerso nel verde di una Toscana che qua ha quasi i connotati di una vecchia frontiera americana da western.

Apre quindi  l’Officina del Gelato, l’angolo in cui Antonio dà libero sfogo alla sue golose fantasie, tramutandole in un gelato unico. Un luogo incantato dove divertirsi, imparare, ma soprattutto assaporare la qualità del vero gelato artigianale tradizionale.


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Facciamo un passo indietro… torniamo al nostro incipit. Raccontaci la storia del tuo bisnonno Francesco, che poi si intreccia con la storia del gelato.

“Alla fine del IX secolo, gli Arabi occuparono la Sicilia. Di questo periodo restano tracce evidenti nella storia dell’arte e della cultura, ma anche più sottili, come quelle che riguardano le tradizioni culinarie. Furono infatti gli Arabi ad insegnarci la cultura dello zucchero di canna, che aromatizzato con succhi di frutta, erbe aromatiche, petali di fiori (come il gelsomino o la rosa), diveniva una golosa bevanda che si gustava a temperatura ambiente. Realizzarono poi la decisiva scoperta del sistema per congelare i succhi di frutta, ponendoli in recipienti circondati di ghiaccio tritato.  Il clima caldo di queste zone spingeva a cercare refrigerio e proprio in Sicilia si incontrarono le condizioni ideali con le quali si poterono realizzare sorbetti e granite.

Secondo il sistema creato dagli arabi, ancora prima delle macchine gelato, il mio bisnonno raccoglieva la neve sui Nebrodi, che poi veniva trasportata in casse di legno stagnate o ramate a dorso dei muli, messa a bagno in un pentolone di rame e mentre con una mano la si faceva ruotare vorticosamente con l’altra mano si spandeva e rilevava la miscela dai lati della quadara (un grande pentolone di rame), fino ad ottenere la granita”.

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Il gelato è quindi parte del tuo DNA

“Effettivamente sì. Il gelato ha fatto storia nella mia famiglia, tanto da parte paterna con nonno Francesco Lisciandro, quanto da parte di mamma, con una zia di mia nonna famosa per due gusti in particolare (riso paradiso e la gelata di acqua di gelsomino)”.


Ancor oggi, a distanza di oltre 30 anni mi chiedo se fu caso o destino che mi riportò all’arte delle gelature, ma di fatto ho scoperto che fare un dosaggio e gelare una miscela è una delle cose a me più naturali”.


Esiste ancora il gelato artigianale?

“Sì, ma sono sempre meno quelle che lavorano in modo tradizionale e autentico, rispettando le materie prime. L’artigianato e l’arte sono legate da un fil rouge, tra loro c’è un confine sottile, che si supera quando si aggiunge la sensibilità, la passione, la continuità. Oggi il mercato vede il proliferare di gelatieri improvvisati, che offrono dei prodotti industriali o dei semilavorati.

Ma un prodotto per fare bene all’organismo deve essere composto solo da ingredienti sani, naturali. Le gelaterie che possono definirsi artigianali sono quelle che appunto lavorano “artigianalmente” il prodotto, senza utilizzo di semilavorati, ma solo con la combinazione di ingredienti semplici e naturali come latte, uova, frutta e zucchero che sono alla base di ogni tipo di gelato.”

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Svelaci la formula di Carabè

“Carabè è il carisma, l’abilità, l’esperienza. È una gelateria non comune in un posto non banale. Ogni giorno qua è una scommessa da vincere, è dare risposte che facciano sempre meravigliare. Il nostro obiettivo è far diventare strumenti i punti del parco Carabè, per sviluppare delle collaborazioni applicabili in tutti i settori e in tutte le zone del mondo grazie allo Chalet itinerante Carabè.

Il principio è che un prodotto lo puoi fare in tanti modi, l’importante è come lo fai. Ammetto di essere fortunato poiché ho intuito, intrapreso, approfondito, amato l’arte di famiglia che mi ha ricompensato con il successo dei tre punti Carabè. Da tanto sostengo che tra tutte le arti, quella di fare gelature è la più nobile in quanto l’unica che riesce a meravigliare ricchi e poveri, e a donare ai grandi il sorriso dei bambini”.

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Nel gustarmi un gelato nella terrazza a picco del Parco Carabè mi sono felicemente persa, circondata da questo susseguirsi di verdi colline e di gole gialle, arancioni… e poi canyon, cavalli… E’ il tramonto. Mi godo semplicemente il sole che scende e penso che le strade della Sicilia e della Toscana non mi sono mai sembrate vicine come adesso… e che in fondo anche l’Arizona non è poi così lontana.


 Gelateria Carabè – Località Piantravigne, 64 – 52028 Terranuova Bracciolini

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Chiara Poggi