Arezzo, città dell’oro ma non solo

Simone Scalaberni

Tagged: , , , ,

Arezzo fa da traino all’export dell’Italia. Il dato confermato dall’Istat sul quarto trimestre 2012. Al centro l’oro e la pelletteria.

Anche l’Istat conferma il trend che ormai è consolidato negli ultimi trimestri del 2012: nell’aumento di esportazioni che si registra a livello nazionale, sia pur a varie velocità da una parte all’altra dello stivale, Arezzo è una delle città trainanti.

Un lingotto d'oro
Un lingotto d’oro

Tra le province con il piu’ elevato contributo alla crescita dell’export nazionale, le piu’ dinamiche sui mercati internazionali sono risultate infatti Siracusa, Arezzo, Cagliari, Bergamo, Alessandria, Firenze, Massa-Carrara, Varese e Monza e la Brianza. Non ci sono ancora i dettagli per settore ma pare scontato in questo quadro il ruolo dell’oro e della pelletteria, con l’oro che deve una parte della sua escalation all’aumento del prezzo al grammo.

Arezzo dunque, capoluogo di Provincia risalente all’epoca romana, che oggi ricopre un territorio in cui s’incontrano quattro grandi comprensori toscani – il Valdarno Superiore, il Casentino, la Valtiberina e la Valdichiana – si  conferma polo trainante non solo per la regione d’appartenenza, ma per l’intero Belpaese. Senza contare che la città di Guido Monaco e di Piero non è soltanto oro, ma considerata anche la capitale d’Italia dell’Antiquariato.

Il fascino dell'oro è intramontabile
Il fascino dell’oro non tramonta mai

Parlare di Arezzo e provincia è scoprire una terra straordinaria, nella quale il turismo internazionale è in costante crescita negli ultimi anni (oltre un milione di presenze nel 2006). Una terra nella quale sono attivi il distretto orafo più grande d’Italia e uno dei poli mondiali della moda, dove hanno concentrato le proprie attività marchi come Prada e Ferragamo (Valdarno Superiore); un patrimonio storico e archeologico unico al mondo che ci riporta alla civiltà etrusca; figli illustri come Piero della Francesca, Michelangelo, Masaccio, Petrarca, Vasari, Guido Monaco, Mecenate e tanti altri; un ambiente naturale di grande bellezza, che ha il suo simbolo nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, nonché nelle Balze del Valdarno. E poi le oasi dello spirito come il monastero di Camaldoli – dove nacque l’ordine camaldolese – e il Santuario della Verna, dove San Francesco ricevette le Stimmate; una tradizione eno-gastronomica di primissima qualità e produzioni celebri a livello planetario come la carne chianina, l’olio extravergine di oliva.

Un pò di storia dell’oro

Concludendo con il metallo pregiato, nella storia dell’umanità per millenni è stato considerato il più importante e sicuro mezzo di pagamento. In seimila anni di utilizzo dell’oro ne sono state prodotte circa 135.000 tonnellate ed attualmente, con i moderni sistemi minerari, ogni anno ne vengono estratte circa 2.400 tonnellate. Come gli altri metalli preziosi, l’oro è quotato al grammo o all’oncia. Quando è in lega con altri metalli, la sua purezza è misurata in carati con una scala che fissa a 24 carati i lingotti d’oro puro. Un altro modo comune di indicarne la purezza è l’uso di un valore compreso tra zero e uno a tre cifre decimali o una frazione in millesimi (18 carati ≡ 18/24 ≡ 0,750 ≡ 750/1000 ≡ 75%).

Share Button

/ 47 Articles

Simone Scalaberni