A spasso nel tempo a Monteriggioni Medievale

Chiara Poggi

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La Toscana è famosa nel mondo per essere la culla del Rinascimento, ma anche il Medioevo, più che in ogni altra regione italiana, ha lasciato qui le sue tracce.

I segni dei valorosi cavalieri, dei rozzi mendicanti, dei misteriosi alchimisti sono rimaste nelle antiche vie dei pellegrini, nelle pietre delle chiese romaniche, nell’intricata architettura dei borghi o nei merli della cinta muraria di un castello come quello di Monteriggioni.

Ogni anno, durante il mese di luglio, il borgo celebrato anche da Dante nella Divina Commedia, ci regala un pezzo di Medioevo con un appuntamento magico, che attira in questo gioiello ricco di storia e antiche memorie, migliaia di visitatori dalle valli senesi e non solo.

Chiunque giunga a Monteriggioni in quei giorni, crederà per un attimo di aver fatto la fine di Benigni e Troisi in Non ci resta che piangere. I fortunati avventori si ritroveranno infatti a passeggiare in mezzo ai sentieri tra artigiani trottolai, rimator cortesi, santi e briganti, giocando al tiro alla fune, ad alea, a veleno, duodecim scripta e altri giochi medievali. Potranno assistere alle mirabolanti avventure dei cantastorie mentre i bambini si divertiranno con gli spettacoli creati ad hoc per loro.

Monteriggioni si offre ai visitatori come un grande teatro aperto e partecipativo, dove vengono ricreate situazioni di vita all’interno dei castelli medioevali e l’atmosfera non tralascia nessun particolare: tra signori e castellani anche acrobati, poeti, artisti di improvvisazione, mercanti, mangiatori di fuoco, falconieri, incantatori di serpenti, fino al più “classico” duello tra cavalieri in stile “Orlando Furioso”.

                                                           LEGGI IL PROGRAMMA DELLA FESTA

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Ricordatevi poi che all’entrata è  necessario cambiare la propria valuta con il grosso, piccola moneta d’argento diffusa nel territorio nell’età di mezzo. Una volta prese le monete potrete acquistare nel tradizionale mercato allestito lungo le vie del castello, dove ogni artigiano vi mostrerà come realizza i propri manufatti, accompagnato da un narratore che racconterà la storia di ogni lavoratore. Troverete maschere in pelle, terrecotte, giochi in legno per bambini, ma anche riproduzioni di armi antiche, araldica e molto altro.

Non solo spettacolo, cultura e artigianato. A Monteriggioni vengono allietati anche i piaceri del gusto, attraverso una cucina medievale rivisitata, ma sempre legata al territorio. I punti ristoro sono facili da trovare nelle locande e nei banchi dove si possono assaggiare liquori e dolci fatti con antiche ricette, più comuni panini con la porchetta e vini del vicino Chianti.

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Troverete programma e orario di tutta la festa, ma il mio consiglio è di lasciarvi “trasportare”: varcare le porte, osservare, farvi trascinare seguendo l’istinto, alla scoperta di tradizioni lontane.

Non potrete esimervi dal visitare il celebre Museo delle Armi, che vi introdurrà in un incredibile mondo fatto di balestre, macchine d’assedio, celebrazioni di investitura cavalleresca. Le stanze sono ricche di riproduzioni di un periodo tanto affascinante quanto spesso sconosciuto.

Un appuntamento imperdibile per rivivere il passato della fortezza che proteggeva la città di Siena dagli attacchi nemici e per immergervi nell’affascinante vita quotidiana di un borgo medievale unico al mondo, da dove poter ammirare la splendida campagna circostante verso il Chianti e la Val d’Elsa, e godere di uno dei più splendidi scorci di autentica Toscana.

« […] però che, come in su la cerchia tonda

Monteriggion di torri si corona,

così la proda che ‘l pozzo circonda

torregiavan di mezza la persona

li orribili giganti, cui minaccia

Giove del cielo ancora quando tona »

(Dante AlighieriInferno canto XXXI, vv. 40-45)

 

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Chiara Poggi