Ricette dal Mugello – Rosticciana con patate al forno

Simona Grossi

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Per una perfetta grigliata alla toscana, oltre alla regale bistecca e alle saporitissime salsicce abbiniamo la Rosticciana, meglio conosciuta come costola di maiale a taglio unico, ovvero costine non separate tra di loro.

Insaporita con spezie varie o solo con pepe e sale distribuito sulla carne prima della cottura, unta con un rametto di rosmarino è un cibo senza tempo, che risale all’antichità, il cui nome non ha una origine certa se non nell’evocare la cottura arrostita, mentre il suo inconfondibile profumo e la sua succulenta consistenza continuano ad allietare i nostri palati.

Quando acquistate la Rosticciana rivolgetevi preferibilmente al vostro macellaio di fiducia, per evitare di comprare un alimento con molto grasso e poca carne. Assodato che l’esaltazione del suo sapore straordinario lo si ottiene alla griglia su un fuoco di carbone o braci di legna non è detto che tutti possano avere un barbecue. Quindi potrete prepararla in casa utilizzando la padella, la piastra oppure il forno. Il risultato sarà sempre e comunque perfetto. Questa ricetta tradizionale del Mugello ne è un esempio.

Ingredienti per 4 persone

  • 16 costole di maiale
  • 6 patate gialle del Mugello
  • salvia, rosmarino, aglio, sale e pepe q.b.
  • 1 pallina di tartufo nero
  • olio extravergine di oliva

Preparazione

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In una teglia versate solo un filo d’olio perchè sarà la rosticciana stessa a rilasciare il suo grasso, le patate tagliate a pezzi e cospargete il tutto con il trito di aglio, salvia, rosmarino, sale e pepe. Infornate per 50 min. a 200 °. Quasi al termine della cottura ricoprite con lamelle di tartufo. Questo darà un tocco aromatico molto particolare al piatto.

Curiosità

Il tartufo nero del Mugello, uno dei prodotti PAT (prodotti agroalimentari tradizionali), emana un profumo intenso ed il sapore rispecchia appieno le caratteristiche di questo tubero. Le patate del Mugello sono a pasta bianca, gialla e rossa. La storia narra, che a causa della carestia avvenuta agli inizi del 1800 nel territorio mugellano per le guerre napoleoniche, il Granduca Ferdinando III spinse la gente impoverita alla coltivazione delle patate per ovviare al problema della fame. La coltivazione si diffuse, tanto che nel 1940 nel Mugello esistevano ben 400 ettari dedicati alle patate.

Calde solari giornate, pigri momenti di relax immersi negli scenari fantastici delle campagne toscane . Pausa, stacco, ricarica, golosamente completati da un cibo superbo che vi condurrà per mano in un vero e proprio percorso emozionale a tavola.

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Simona Grossi