La Loggia del Porcellino e la Pietra dello Scandalo

Chiara Poggi

porcellino

La fontana del Porcellino è da sempre una meta turistica tra le più desiderate sia per i turisti che per la gente del luogo che va in cerca di un aiuto dalla dea bendata.

La Loggia del Mercato Nuovo, sulla quale è situata, fu costruita attorno alla metà del ‘500 nel cuore della città, a pochi passi dal Ponte Vecchio. In origine era destinata alla vendita di sete e oggetti preziosi e successivamente dei celebri cappelli di paglia. Oggi si vendono più che altro pelletteria e souvenir. Omaggiata anche da Hans Christian Andersen, che gli dedicò una fiaba: “Nella città di Firenze sta un porcellino di bronzo di bella fattura. Fresca e limpida acqua scorre dalla bocca di quell’animale, che a causa dell’età è tutto verde scuro. Solo il grugno brilla, come fosse stato tirato a lucido”. In realtà la statua di Pietro Tacca non raffigura un porcellino, ma un cinghiale.

La leggenda che porti fortuna è talmente radicata nel passato che i motivi per cui sia nata ci rimangono ignoti. Ma chi conosce la fontana del Porcellino sa che probabilmente un tempo era creduta portatrice di benessere. Per avere un aiuto dalla dea bendata non è sufficiente sfiorare il muso dell’animale; La procedura completa per ottenere un buon auspicio consiste nel mettere una monetina in bocca al porcellino dopo averne strofinato il naso: se la monetina cadendo oltrepassa la grata dove cade l’acqua porterà fortuna, altrimenti no. Prima di cimentarvi nell’impresa è quindi consigliato un po’ di allenamento. Ma attenzione, nemmeno questo potrebbe bastare, sono infatti solo le monete più pesanti a cadere.

La pietra dello scandalo

Un’altra curiosità del luogo è la cosiddetta “Pietra dello scandalo”, un tondo marmoreo bicolore bianco e verde, posto al centro della loggia. Questa pietra segnava il punto dove venivano puniti i debitori insolventi nella Firenze rinascimentale.
La punizione consisteva nell’incatenare i condannati e una volta calate le braghe ne venivano battute le natiche ripetutamente sulla detta pietra.

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Da questa usanza umiliante sarebbero nati dei modi di dire come essere con il culo a terra e l’espressione sculo inteso come sfortuna.

Credits photo, porcellino: [http://bit.ly/18T6oyk]

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Chiara Poggi