Brilli – Peri, Montevarchino illustre

Chiara Poggi

« O Brilli Peri, dimentica una volta di più d’essere conte e suggeriscimi la parolaccia che riassuma in poche sillabe tutto il volume dove il filosofo raccoglierà i suoi articoli liberali. Io mi contento di gridare: viva l’Italia! » (Benedetto Croce)

Un montevarchino illustre

Gastone Brilli Peri era il figlio di un nobile proprietario terriero, il conte Alessandro dei Brilli Peri, e di una nobildonna religiosissima, appartenente a una famiglia altrettanto facoltosa. La famiglia vive a Firenze, in un palazzo signorile del centro, in Via Guelfa, ma Gastone passa tanti periodi della sua infanzia nella campagna valdarnese. Come molte famiglie nobili fiorentine, i Brilli-Peri possedevano infatti anche una serie di proprietà fuori città, e più precisamente a Montevarchi.

Montevarchino, e non fiorentino di indole. come dimostrano anche i certificati anagrafici che lo vedono residente in Montevarchi fino al 10 novembre 1909 .

Brilli-Peri
Brilli Peri

A dispetto del lignaggio, la famiglia Brilli Peri non lasciava molto spazio allìostentazione. Fu così che invece di un mezzo a motore, al giovane Gastone fu comprata una bici. aNel 1907, a soli 14 anni, disputò la sua prima gara in bicicletta. Lo troviamo scritto tra le sue memorie, conservate nel suo vecchio diario: “Eravamo quasi tutti ragazzi della Provincia di Arezzo, fanatici e scavezzacolrili dello stesso stampo. A San Giustino mi si rompe la forcella; mi trovo in terra con la testa ed un ginocchio rotti. Minaccia di commozione cerebrale; dieci punti di sutura. Ma mio padre mi ha fabbricato bene; la Domenica successiva, tutto fasciato ed infagottato corro e vinco una corsa a Mercatale Valdarno”.

Nel 1908, vinse un’altra gara a Firenze e nel 1911 arrivò la vittoria nel campionato toscano e relativo piazzamento a quello italiano. In senso ciclistico Brilli Peri era un velocista: debole in salita ma micidiale nelle volate.

La passione per la bicicletta tramontò nel 1912, perché comprò la sua prima moto, una Della Ferrera. L’anno dopo si iscrisse al Moto Club d’Italia con licenza di gareggiare e nel 1914 partecipò al Giro del Trasimeno e al Giro Umbro-Toscano per poi vincere il 1º Giro motociclistico d’Italia. Durante la Prima guerra mondiale fu assegnato al 69º Reggimento Fanteria e, naturalmente, impiegato come motociclista addetto all’Ufficio Stampa del Comando Supremo.

A guerra finita tornò a correre e, durante una gara al Foro Boario, avvenne la svolta della sua carriera come racconta lui stesso: “Ma il più grave rischio l’ho corso […] nella pista del Foro Boario a Padova, durante lo svolgimento di una gara motociclistica di beneficenza a favore delle famiglie dei caduti. Uno scoppio di gomma, mentre abbordavo alla massima velocità una curva sopraelevata; un ruzzolone semplicemente fantastico; più di due mesi all’ospedale e … cambiamento dei connotati. Rotto il naso, rotta la mandibola, perduti sei denti: ecco il passivo del mio bilancio. All’attivo pongo una neo plastica brillantemente eseguita, ma che mi ha reso per sempre irriconoscibile a me stesso. Quella caduta mi decise a… continuare a correre ancor più forte, passando dalla motocicletta alla automobile”.

Il 1928 è l’anno dei suoi più grandi successi. Il 10 giugno arriva secondo nel Gran Premio di Roma dietro a Louis Chiron su Bugatti; ma poi vince a Montenero, a Perugia, a Brescia alla Collina Pistoiese e alla Consuma, e ancora a Cremona,  al Mugello e a Tunisi.

Sembrava che la sua parabola ascendente non dovesse più arrestarsi, ma 22 marzo 1930 mentre in circuito chiuso provava il percorso della gara in località Suk El Giuma, arrivò lo schianto fatale, il suo appuntamento col destino.

A Gastone Brilli Peri – che è citato nella canzone Nuvolari di Lucio Dalla – è stato intitolato lo stadio di Montevarchi.

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Chiara Poggi