Pieve di Gropina

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Gropina, la chiesa sospesa dallo spazio-tempo

Loro Ciuffenna

Arrivarci in un pomeriggio assolato d’estate, quando i suoni del mondo sono dilatati, rarefatti, e il calpestio rimbomba sulla pietra del piazzale antistante l’ingresso, è come piombare in pieno Medioevo.

Una vera esperienza pre-mistica. La pieve di San Pietro a Gropina è, autenticamente, una delle più belle della Toscana, un capolavoro assoluto del romanico. La pieve ingloba in sè la vecchia chiesa di origine paleocristiana (V-VI secolo) e l’edificio longobardo (VIII-IX secolo), come confermano le tombe ritrovate con le lastre di chiusura ancora scolpite con la caratteristica croce.

Pieve di gropina
Pieve di gropina

Di età longobarda è pure lo splendido pulpito (l’iscrizione incisa riporta come data l’825) che le maestranze romaniche, attive tra XII e XIII secolo, decisero intelligentemente di riutilizzare. Il pulpito: sorretto sulla parte davanti da due colonnine annodate e arricchito con figure a bassorilievo ricchissime di particolari simboli, pare assumere le sembianze quasi di un ET ante-litteram, per via di quel modo un pò magico, quasi surreale – dicono gli esperti – di rappresentare la figura umana.

Proprio il simbolismo insito nelle “figurine” che si affacciano dalle architetture della Pieve, sono considerate dagli studiosi uno degli elementi di maggior interesse del sito.

Di superba fattura anche gli splendidi capitelli, specialmente quelli della parte sinistra, che paiono risentire di influssi provenzali, magari filtrati attraverso la regione dell’Emilia, dato che Gropina dipendeva – nei secoli passati – giusto dall’abbazia modenese di Nonantola. La scrofa con i suoi piccoli scolpita nel capitello del semipilastro a destra dell’ingresso, è infine il simbolo di fecondità della terra.

Voto della redazione di Top Life: 9,5. Imperdibile.

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