Pici all’aglione, una ricetta tipicamente toscana

Simona Grossi

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I Pici, lunghissimi, grossi ed irregolari fili di pasta, spesso ancora oggi preparati a mano come tradizione vuole, sono il fiore all’occhiello di uno dei poli più importanti della cucina toscana: Siena e provincia.

Risalgono all’epoca etrusca e fin da allora la mano dell’uomo ha saputo integrare due prodotti fondamentali: grano e l’olio extravergine d’oliva, amalgamando in giuste proporzioni, farina, acqua e olio in un legame inscindibile.

Svariate le interpretazioni sull’origine del nome, tra le tante c’è chi sostiene derivi da San Felice in Picis, cittadina della zona di Castelnuovo, della diocesi di Arezzo ( una delle 4 che divide il Chianti), mentre altri affermano che provenga dalla riserva di abete bianco di Piancastagnaio (Si), abete dalla forma lunga, stretta e bianca chiamato Pigelleto e da lì la notevole assonanza.

Quale condimento preferire?

Con il sugo alla “nana“ ( anatra ) oppure alle briciole, ma quello all’aglione vi stupirà con il suo intenso sapore e con il superbo colore che rammenta ad ogni forchettata, quello dei magici tramonti delle campagne senesi.

Ingredienti

  • 360 g di Pici
  • 700 g di pomodori ramati maturi
  • 1 peperoncino rosso
  • 6/8 grossi spicchi d’aglio
  • olio extravergine d’oliva ( rigorosamente toscano)
  • sale q.b.

Preparazione

Sbollentate i pomodori in acqua bollente per 1 min. Pelateli, privateli dei semi e poi tagliateli a cubetti. Spellate gli spicchi d’aglio, tagliateli e schiacciateli con la lama di un coltello molto spessa (o utilizzate l’apposito attrezzo). Ponete l’aglio in un tegame con l’olio ed il peperoncino privato dei semi e tagliato finemente facendo rosolare il tutto a fiamma molto bassa per circa 10 min. La cottura deve essere lenta per consentire all’aglio di non scurirsi ma anche di sciogliersi. A questo punto aggiungete i pomodori e aggiustate di sale. Continuate a cuocere a fuoco basso per almeno 20 min. fino ad ottenere una salsa cremosa. Quando l’acqua bolle immergete i pici per 18 min. ca. scolateli al dente e fateli saltare nel sugo di aglione per poi servirli fumanti a tavola.

I Pici non vanno assolutamente spezzati al momento di cuocerli, infatti più lunghi sono e più vengono graditi.

Dove mangiare i pici all’aglione

 Angiolino Berti, ha certificato la località di nascita dei pici
Angiolino Berti, ha certificato la località di nascita dei pici

Se non volete rinunciare alla comodità del ristorante, il posto migliore dove mangiare un ottimo piatto di pici all’aglione è senza dubbio l’enoteca “Opera Teatro del Gusto” a Bettolle, nel Comune di Sinalunga, vicinissimo all’uscita del Casello autostradale Valdichiana. Il cuoco e sommelier Angiolino Berti ha certificato la località di nascita dei pici, attribuendoli alla tradizione culinaria contadina della Val D’Orcia e più precisamente di Celle Sul Rigo, San Casciano dei Bagni (SI). Oltre a certificare i pici, Angiolino li serve fatto a mano, cotti al dente e con un sugo di lepre, capriolo, o appunto all’aglione dal profumo inconfondibile e dal sapore unico!

 

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