Palio, la vita in 90 secondi

Simone Scalaberni

Guai a definirlo gioco. I senesi si arrabbiano moltissimo, sempre: “Il Palio è una cosa seria”, vi risponderanno stizziti. Punto.

Il Palio
Il Palio

Questo post sarà interamente dedicato al Palio, ora e sempre. Vi ripercorreremo le origini,  attraversando i secoli dal Rinascimento fino ai giorni nostri, con la preziosa collaborazione del sito ufficiale del Palio di Siena.

Cominciamo dal principio, dalle

Origini del Palio.

Quando iniziò il Palio? Quanto è antico il Palio? La domanda ritorna insistente ogni estate a ogni senese. E se non c’è data certa, risposta certa c’è: il Palio è antico quanto Siena, ne percorre miti, leggende e poi tutta la storia civica. Nei secoli ne diviene progressivamente l’elemento distintivo, alcuni sostengono fino a porsi come quarta dimensione della realtà cittadina, elemento indispensabile, meccanismo modellante primario e ragione ultima dell’essere e del fare. La Contrada forma il fortissimo senso d’identità sociale dei Senesi e il Palio fornisce loro il modello di come fare le cose. Perfino in politica, è stato detto citando il proverbio, il Palio si corre tutto l’anno.

Un antico bassorilievo con scene equestri
Un antico bassorilievo con scene equestri

Il mito di fondazione che vuole invece Siena nata dalla costola di Roma, fondata dai transfughi figli di Remo, li fa giungere al luogo fatidico di gran carriera, inseguiti dai cavalieri di Romolo. Senio e Aschio fondano Siena alla fine di un mitico “Palio alla lunga”. L’insegna della nuova città sarà bianca e nera come i loro cavalli e come le nuvole di fumo che si innalzano dalle due are sulle quali offrono i loro sacrifici agli Dei.
La Balzana (antica insegna romana) sarebbe rimasta per sempre lo stemma di Siena. Forse perchè, come ha scritto Geno Pampaloni, è il simbolo perfetto del carattere estremo della città. In apparenza opposizione irriducibile di bianco e nero, la Balzana presenta tutti insieme i colori fusi nel bianco e la loro assenza assoluta nel nero.
Lo stesso è nel Palio: la Balzana è dovunque presente come insegna del Comune e come segno del tutto, reductio ad unum della concordia discorde, della faziosa armonia delle Contrade che nei loro colori individuali, sotto le loro bandiere, si dividono e si oppongono, si distinguono e si scontrano. Ma nella Balzana si ritrovano e si riuniscono come i senesi fuori di Siena o contro il resto del mondo-. I marmi ossessivamente bianchi del Duomo, per alcuni segno della gloria e del dolore della Madonna, lo rendono una “Sacra Balzana” esso stesso, appropriato scenario per l’offerta dei ceri, la benedizione del Palio, il Te Deum della vittoria, insomma per tutti i momenti più alti e tumultuosi di una religiosità popolare arcaica nelle sue forme ma sentita come parte sempre attuale e indispensabile dei riti palieschi. Proprio al sagrato del Duomo Nuovo bianco e nero dal 1200 fu posta l’insegna del Comune a segnare l’arrivo della corsa dei barberi, il Palio alla lunga che nei secoli precedenti si era corso per le vie tortuose della città fino al Duomo vecchio, dedicato a San Bonifazio, come attestano documenti del XII secolo. E quando Siena divenne una delle più ricche e colte città dell’Europa del Medioevo, il Palio fu l’evento ludico e il momento culminante e conclusivo delle splendide feste annuali in onore di Nostra Donna d’Agosto, Maria Vergine Assunta regina e patrona di Siena e del suo Stato. A lei la città si sarebbe consacrata e raccomandata, offrendole le chiavi della città, in tutti i momenti estremi della sua storia, dalla vigilia della battaglia di Montaperti nel 1260 fino a quella del passaggio del fronte nel 1944.
Per la festa dell’Assunta Siena diveniva “città aperta”. Le catture venivano sospese, i fuoriusciti potevano tornare e andar franchi per la città, merci e bestiame giungevano in gran copia per il grande mercato, le strade si animavano di musici e giullari, mimi e buffoni che intrattenevano la folla; saltimbanchi e forzaioli, cavadenti e guaritori, treccole e baldracche, osti e mercanti offrivano le loro merci e i loro servigi. La città esponeva arazzi e bandiere, addobbi, ammaj e ghirlande: nel 1329 il Comune ne fece intrecciare 600.

L'Onda vince il Palio del 2012
Luigi Bruschelli detto Trecciolino, su Ivanov, vince per l’Onda il Palio del 2 luglio 2012

Fine Parte 1-segue Con la collaborazione di: palio.comune.siena.it

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