Quadri bizzarrissimi e cene allegre alla Galleria degli Uffizi

Katia Neri

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Cena col suonatore di liuto di Gherardo delle Notti

Dal 10 febbraio al 24 maggio alla Galleria degli Uffizi ci sarà l’esposizione monografica, per la prima volta in Italia, di Gerrit Von Honthorst (1592-1656), soprannominato Gherardo delle Notti, perché il suo stile raggiunse un originale virtuosismo, proprio nelle scene notturne a lume di candela.

Questa è l’occasione da non perdere, per scoprire l’autore dell’opera Adorazione dei pastori, che divenne simbolo dell’attentato mafioso in via dei Georgofili a Firenze nel 1993. Il periodo dell’attività italiana, tra il 1610 e il 1620, rivela il suo tratto stilistico influenzato dalla crudezza delle opere del Caravaggio, che arricchirà l’evento artistico con il Cavadenti della Galleria Palatina (1609).

La mostra illustrerà la fase iniziale, più nordica, e quella più matura, caratterizzata da una bellezza disarmante, a cui appartengono le tele conviviali fiorentine (Cena con sponsali, Buona Ventura, Cena con suonatore di liuto). Il ritratto di questo ammirabile pittore si conclude con lo scambio fecondo con alcuni maestri, come Dirck Van Baburen, Hendrick Terbrugghen, Lo Spadarino e Bartolomeo Manfredi.                                    

Piero di Cosimo – Pittore fiorentino eccentrico fra Rinascimento e Maniera, Galleria degli Uffizi (22 giugno-27 settembre)

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Rimaniamo sempre agli Uffizi, perché voglio anticiparvi che Gherardo delle Notti passerà lo scettro a Piero di Cosimo (1462-1522). Pittore fiorentino eccentrico fra Rinascimento e Maniera. L’evento racconterà la vita, la formazione, le influenze di questo pittore, fantasioso e bizzarro, a cui è stato rivolto finalmente uno sguardo.

Operò negli anni in cui la florida Firenze, crocevia della cultura, era guidata da Lorenzo il Magnifico, dove dominavano maestri eccellenti, da Botticelli a Filippino Lippi, da Ghirlandaio a Leonardo da Vinci. Piero di Cosimo, poco socievole, ma acuto osservatore, creò un linguaggio personale, traendo ispirazione dalla contemplazione della natura selvaggia, per la realizzazione  di opere fantastiche. In pratica i modelli tradizionali, attraverso il suo estro, vengono così rielaborati da assumere connotazioni inusuali ed eccentrici.

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Katia Neri