Il fritto misto alla Toscana – La ricetta

Simona Grossi

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Quando siamo a Firenze contempliamo ammirati le meraviglie architettoniche, entriamo nei musei, ci dedichiamo allo shopping. Alla fine però ci ritroviamo all’ora di pranzo o cena affamati e desiderosi di assaporare una o più specialità toscane. E oggi, dimentichi di salubri regole alimentari lasciamoci tentare da un piatto goloso, il fritto misto.

Originariamente prevedeva l’unione di carni comprensive di fegato, animelle e cervella, considerati irrinunciabili. Con il passare del tempo le interiora iniziarono ad essere meno proposte, così l’attenzione si rivolse su pollo, vitello, coniglio, cotolette di agnello e verdure anche se nulla vieta di continuare a cucinarlo secondo tradizione e di aggiungere altri ingredienti. Perché come si dice a Firenze: “fritta è buona anche una ciabatta”.

Il fritto misto risale all’epoca romana e annoverato già allora come street food. Nel medioevo invece fu solo appannaggio di reali e nobili, mentre nel ‘900 divenne una portata accessibile a tutti ed interpretato in modi diversi da regione a regione, soprattutto per i grassi di cottura che vanno dall’olio di oliva a quello di arachidi e allo strutto.

A Firenze solo olio d’oliva

A Firenze per friggere si usa l’olio d’oliva e si prepara la pastella che deve essere liquida e lasciata riposare almeno una mezz’ora prima di diventare fragrante e croccante copertura. Siete pronti a cimentarvi in un piatto dalle mille sfumature e sapori? Vediamo come prepararlo.

Ingredienti

  • 1 pollo
  • 1 coniglio
  • fiori di zucca
  • zucchine
  • carciofi
  • patate
  • cavolo
  • cardi
  • olio d’oliva
  • sale q.b.
  • Pastella
  • 200 g di farina
  • ½ lt di acqua
  • 2/3 uova

Preparazione

Tagliamo il pollo ed il coniglio in pezzi non troppo grandi. Laviamoli, asciughiamoli e passiamoli nell’uovo sbattuto inseme alla farina, l’acqua e il sale. Poi tagliamo a fettine i carciofi, le patate e le zucchine, puliamo i fiori togliendo i gambi e l’interno e passiamoli nella pastella così ottenuta. La verdura più dura come cavolo e cardi, si bolle prima, poi si taglia a pezzetti e si passa nella pastella. In una padella capiente mettiamo a scaldare l’olio e quando sarà ben caldo immergiamo i pezzi e lasciamoli cuocere a fuoco moderato fino a che non saranno ben dorati. Togliamoli dall’olio e poniamoli in un vassoio foderato di carta assorbente, saliamoli velocemente e serviamoli caldissimi accompagnati da fette di limone

Sono vari i ristoranti a Firenze e dintorni famosi per il fritto e per la loro ricetta segreta che rende preziose e prelibate carni e verdure. In ogni caso ovunque voi andiate o quando desidererete prepararlo in casa potrete assaporare morso dopo morso una esperienza ricca di gustose emozioni.

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Simona Grossi