La Chiantigiana – Straordinaria via di transito a cavallo del tempo

Daniele Angelotti

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Noto in tutto il mondo per le sue cantine, i vigneti e gli scorci su un paesaggio incontaminato, il Chianti accoglie ogni giorno migliaia di visitatori ansiosi di perdersi tra secoli di storia, capolavori artistici nascosti e bontà enogastronomiche dal sapore di casa.

Nel Medioevo le accese ostilità tra Firenze e Siena sfociarono in questi territori in cruente battaglie e fu soltanto in un secondo momento che roccaforti difensive e antichi boschi di querce e castagni lasciarono posto a ville di campagna e coltivazioni. Già sul finire del XIV secolo l’area era celebre per le produzioni vinicole, ma la sua consacrazione arrivò nella prima metà del secolo scorso. Nel 1924 fu infatti instituito un apposito consorzio per la tutela dei vini locali, che con decreto ministeriale del 1932 acquisirono la denominazione di “Chianti Classico”.

UNA DELLE STRADE PIU’ BELLE D’ITALIA

Vita e curiosità del territorio si intrecciano a quelle di una delle strade più belle d’Italia: la Chiantigiana. Lasciato da poco il capoluogo toscano ci si trova circondati dalla campagna e da piccoli centri abitati quali Strada in Chianti, Chiocchio o Spedaluzzo. Qui si scoprono le storie delle antiche transumanze sul Passo dei Pecorai e le curiosità di castelli come quelli di Verrazzano e di Montefioralle. Se il primo è noto per aver dato i natali nel 1485 a Giovanni da Verrazzano, il celebre navigatore che scoprì la baia di New York, il secondo fu proprietà della nobile famiglia dei Gherardini, casato dell’enigmatica Monna Lisa ritratta da Leonardo. Sembrerebbe che la celebre Gioconda vi abbia trascorso la giovinezza prima del matrimonio con Francesco del Giocondo, da cui avrebbe poi preso il nome.

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GREVE IN CHIANTI

Proseguendo verso sud si arriva a Greve, città storicamente legata alle attività commerciali, poiché situata sul punto di incontro delle antiche vie di collegamento tra Valdarno e Val di Greve e del tracciato che da Firenze portava a Siena, lungo l’attuale SR 222. Ancora oggi il sabato mattina la piazza del paese si anima di colori e profumi con il mercato settimanale, mentre sotto i portici continua l’attività di storiche botteghe. Greve rappresenta il cuore della produzione del Chianti Classico e non è un caso se proprio qui si può visitare un curioso Museo del Vino, che tiene in vita la memoria della storia agricola del territorio.

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PANZANO E CASTELLINA

Riprendendo la Chiantigiana si arriva a Panzano, ultimo baluardo del Chianti Fiorentino, che domina dall’alto le campagne circostanti. Tra piccoli vicoli si riscoprono vecchie ricette che invogliano a fermarsi. Particolarmente noti sono il cinquecentesco ‘polpettone fiorentino’, preparato per il battesimo di uno dei figli di Cosimo I e di Eleonora di Toledo, e il ‘sushi del Chianti’ su cui si intrecciano nuove e vecchie culture.

Tutti i paesini che si incontrano sono in qualche modo legati alla storia della viticoltura. Superata Panzano si attraversano boschi popolati da cinghiali, lepri e scoiattoli e si raggiunge l’antico avamposto militare di Castellina. Proprio qui fu costituito il Consorzio del Chianti Classico, che nel 1984, ottenne il marchio di Denominazione di Origine Controllata e Garantita DOCG per i vini locali. Antiche tradizioni rivivono lungo la strada coperta di Via delle Volte, mentre il Museo Etrusco svela una storia più antica, custodendo numerosi reperti. Il vicino Ipogeo del Monte Calvario è considerato uno dei più importanti complessi tombali etruschi della zona.

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 RADDA E GAIOLE

Sarebbe un peccato non fare una piccola deviazione verso Radda e Gaiole in Chianti, dove si possono trovare ottimi ristoranti, cantine per degustazioni e botteghe artigianali. Da qui è inoltre facilmente raggiungibile il Castello di Brolio, con il torrione neogotico e la curiosa leggenda del fantasma del barone Bettino Ricasoli, che nelle notti di luna piena si aggirerebbe a cavallo nei suoi vigneti seguito da una muta di cani.

La rotta per Siena continua con piccoli centri abitati che tra fornaci e mulini legarono il proprio nome alla storia del Rinascimento Toscano, come per esempio il Borgo di Quercegrossa dove, nel 1374, nacque Jacopo della Quercia, celebre artista e scultore contemporaneo di Brunelleschi, Ghiberti e Donatello. Alle porte della città la Chiantigiana cede il passo ad altre strade, aprendo nuovi orizzonti e diversi itinerari di visita. Ma voltandosi per un istante, la mente torna a rivivere la bellezza di questa straordinaria via di transito a cavallo del tempo.

 

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Daniele Angelotti