Intervista a una ex Bond Girl. Caterina Murino, a Siena sul set del suo ultimo film

Francesca Capaccioli

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Incontrare Caterina Murino è come salire su un vulcano in attesa di un’ eruzione imminente. Nonostante sia sveglia dalle cinque del mattino e di ritorno da una lunga giornata di lavoro sul set del suo nuovo film, ti accoglie sempre con quel sorriso radioso, senza atteggiamenti da star, nessuna posa da diva e soprattutto priva di “raucedine francofona”, nonostante viva a Parigi da anni. L’ho raggiunta a Siena al Castello di Celsa, dove sta girando un nuovo film e davanti ad un bel bicchiere di Chianti,  facciamo quattro chiacchiere… insomma, ce la raccontiamo…

1) Caterina che film stai girando qui a Siena? Non mi dire che muori anche questa volta!

“Ah ah ah!!! Sì, muoio anche a questo giro, sono brava a morire, tutti i registi mi chiamano perché muoio bene! Sono qui perché sto girando un film, “Voice from the Stone” con la regia di Erik Howell, basato sul romanzo italiano “La voce della pietra” di Silvio Raffo, ma prodotto negli Usa. Insieme a me nel cast ci sono Emilia Clarke, Marton Csokas, Remo Girone,Lisa Gastoni, ed è girato principalmente in Toscana nel bellissimo Castello di Celsa. Interpreto il ruolo di Malvina, pianista famosissima negli anni ’50 che morì di un male incurabile.

In seguito a questo trauma, il figlio smette di parlare, il marito preoccupato chiama una fantastica baby sitter che va di famiglia in famiglia per cercare di aiutare i bambini che hanno questo tipo di problema, la donna viene irretita da una forza malefica all’ interno del castello. Questa in sintesi è la trama di questo thriller psicologico, non posso svelarti il finale, ho già parlato troppo!”

2) Come ti trovi qui in Toscana e nella bellissima città di Siena, che ha dato i natali alla tua omonima, Santa Caterina?

“Mi trovo benissimo, Siena e i suoi dintorni sono di rara bellezza, in questa stagione poi ci sono dei colori incantevoli, inoltre il cibo e il vino allietano il lavoro. A proposito di Santa Caterina, devo rivelarti che di lei so tutto, perché mi ha molto colpito la storia della sua vita. Ti voglio raccontare questo aneddoto divertente: quattro anni fa, la prima volta che sono venuta qui, sono stata a visitare la casa della Santa proprio quando stavo per compiere 33 anni e ho scoperto il giorno stesso che Santa Caterina è morta proprio a 33 anni, quindi quella sera piansi tutte le mie lacrime perché mi era sembrato strano essere proprio li in quel momento, forse era un segno o un sinistro presagio! Invece per fortuna no, sono a 37 e sono di nuovo qua…

Di Siena poi amo l’ architettura dei suoi palazzi medievali, il travertino bianco che contrasta con il rosso dei mattoni, l’ arte come la storia sono sovrane in questa città e tutta la vita si svolge intorno a questo. È un concentrato di bellezza. Ecco penso che vivere così sia un privilegio di questi tempi.

3) Murino, sei sarda di nascita e parigina per scelta; parliamo un po’ di te, di quando non lavori, come trascorri il tempo fuori dal set e dal teatro, come ti ricarichi…

“Adoro annaffiare e prendermi cura delle mie piante che abitano il terrazzo della mia casa, è un momento di rilassamento totale dove non penso a niente, è cosi bello veder sbocciare una rosa, siamo sempre presi da tutt’altro che spesso ci dimentichiamo delle cose più poetiche e naturali.

Vado spesso alle esposizioni di arte, cerco di vedere tutti i film che posso, anche quelli vecchi in bianco e nero, film indipendenti, perfino film “strani”, e quelli fuori dai circuiti tradizionali. Parigi ha il più grande numero di sale cinematografiche e di conseguenza puoi veder di tutto. Inoltre viaggio per incontrare il mio fidanzato, che vive tra Londra e Shanghai, (si chiama David è australiano ed è un medico ) quindi parte del mio tempo lo trascorro in aereo”.

4) L’amore ti fa bella , ma come fai ad essere sempre in forma ? Svelaci il segreto…

“Non ho segreti e tu lo sai bene quanto mi piace mangiare. Diciamo che non fumo, se posso dormo tanto e mi nutro bene, quando sono spesso in giro cerco di mangiare sempre le stesse cose, ad esempio a colazione la faccio sempre nello stesso modo come se fosse un rito, una regola, cerco di non destabilizzare il mio corpo”.

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5) Descriviti in poche parole.

“Sono molto testarda, rompiscatole, dico sempre quello che penso e per questo non son per niente diplomatica, però sono una mattacchiona, ironica, in questo somiglio molto a mia madre”.

6) Interpretare personaggi del passato come Penelope, Eleonora d’ Arborea, Medea credo sia un arricchimento come attrice, ma anche come persona. Cos’ hai imparato di te stessa interpretando queste figure?

“Solitamente cerco di scegliere dei ruoli che mi facciano crescere come dici tu nel lavoro e nell’ esperienza personale, ho imparato molto di me stessa in tutti i ruoli che ho dovuto interpretare tra teatro e cinema. Diventare Penelope sicuramente è stato molto impegnativo ma si è rivelata un’ esperienza di grande arricchimento, in lei ho riconosciuto alcuni tratti del mio carattere, sopratutto la mia stessa caparbietà, e ho scoperto che siamo testarde fino all’ostinazione! Mi sono calata con grande impegno anche nel tormentato personaggio di Medea, che è un’eroina tragica del mito greco l’interpretazione della quale è impossibile in assenza di uno scavo interiore e quindi questo ruolo è stato davvero un viaggio introspettivo a tratti molto faticoso ma interessante nella sua complessità…

Poi c è stata Eleonora d’ Arborea un’altra donna a me molto cara, una fierissima eroina sarda che si batté per liberare la sua terra dagli Aragonesi, una donna di quei tempi che lotta per la libertà del suo popolo è una perla nel deserto, con lei ho condiviso l’amore per la mia terra e per gli stessi ideali che ci accomunano. Altro ruolo meno complesso e che nondimeno ho adorato è stato quello di Sophie nella serie argentina “Vientos de Agua” di Juan Josè Campanella, girato per tre mesi a Buenos Aires, complice sicuramente anche la magia di questa città che amo tantissimo, ogni tanto è bello e fa bene anche volare leggere. Ecco, qui ho provato questa piacevole sensazione.

7) Un incontro professionale che ti ha cambiato la vita ?

“Quello con Barbara Broccoli , la storica produttrice di 007, è una donna straordinaria sia sul piano umano che lavorativo, un incontro fondamentale per la mia vita e la mia carriera”.

8) Caterina tu sei anche ambasciatrice Amref. Parlaci di questo tuo importante impegno.

“Amref è un’ organizzazione attiva in Africa che cerca di tutelare la figura femminile cosi importante nella cultura di quel continente. Nei miei viaggi ho sempre potuto constatare che nella mentalità africana sono le donne ad occuparsi di tutto, sono loro che crescono e sfamano i figli e che si occupano della famiglia, sono loro che hanno in mano il futuro dell’ Africa, occorre quindi proteggerle. Ogni anno in Africa muoiono circa 30 mila donne durante il parto soprattutto nel sud-Sudan e in Uganda, il nostro obbiettivo è quello di formare delle ostetriche cosi che possa diminuire la mortalità durante il parto, queste morti sono dovute a banali complicazioni che un’ ostetrica potrebbe facilmente contrastare”.

9)  Adesso per te la domanda più difficile: sei felice ?

“Sì, sono molto felice. Per natura sono molto inquieta ed essere diventata quello che sono è dipeso sempre e solo da me stessa, dalle mie decisioni e questo non è stato sempre facile, ma ho imparato ad apprezzare tutto quello che ho creato e da quando ho capito questo sono diventata felice”.

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10) Quando ti rivedremo in Italia?

“L’anno prossimo sarò in tournée nei teatri di tutta Italia con “Doppio Sogno”, un testo di Arthur Schnitzler con la regia di Giancarlo Marinelli. Gli altri attori in scena con me sono Ivana Monti, Giorgio Lupano, Rosario Capolino. Corrisponde a ciò che nella versione cinematografica è “Eyes Wide Shut” del grande Stanley Kubrick, anche se il film è ovviamente diverso dallo spettacolo teatrale. È un testo che mi ha colpito nell’ intimo perché si toccano temi importanti come l’ amore, la morte, il senso di colpa, il peccato, il riscatto, e si viaggia nei meandri oscuri del desiderio e dell‘angoscia, costantemente in bilico tra sogno e realtà”.

11)  Dove e quando?

“Il 5 marzo ad Altopascio, il 6 a Grosseto e il 7 a Castelnuovo di Garfagnana: vi aspetto!”

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Francesca Capaccioli