4 film che evocano la Toscana da guardare durante le Feste

Vittoria Ricci

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Vi sarà sicuramente capitato di andare in vacanza, o visitare una città ispirati da un libro, da una canzone che decantava le bellezze di un posto o dalle inquadrature con cui qualche film ha incorniciato un luogo.

Oggi voglio fare un gioco con la memoria e le sensazioni e associando ai territori della nostra Toscana delle pellicole che la celebrano, la evocano o semplicemente la ricordano; film che possiamo guardarci in compagnia durante le vacanze di Natale.

Camera con Vista

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Parto romanticamente collegando alla città di Firenze uno di quei film che fanno sognare le ragazze e storcere il naso ai fidanzati: “Camera con Vista”. Sarà un’associazione scontata ma ogni volta che cammino per la città penso a quel film, mi trasporto indietro ai primi anni del ‘900 cercando di immaginare il pudore delle relazioni di un tempo, la tensione del desiderio inespresso e la forza del destino che opera incurante delle scelte degli uomini. Quando cammino lungo l’Arno alzo gli occhi, più o meno all’altezza che ho intuito dal film essere quella della finestra della protagonista Lucy e immagino che lei sia li affacciata a cercare nella veduta di Firenze le risposte alle domande che più la tormentano.

Il Ciclone

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Abbandono immediatamente questa vena romantica per quella comica di Pieraccioni. Molti associano ai suoi film la città di Firenze, che è la città natale dell’attore e regista ma in realtà se pensiamo a quelle vedute di campi, alle cascine di campagna, alle piazzette e ai vicoli, sappiamo bene che di Firenze non c’è davvero nulla. C’è però molto di Toscana, quella incontaminata e meno cittadina che si distende per chilometri e chilometri. Ed è questa Toscana inviolata che ha incontrato il calor spagnolo nel film “Il Ciclone”.

Bastano poche scene del film per ritrovarsi immersi nel Casentino, una delle zone paesaggistiche più suggestive della Toscana. Colline, valli, monti e borghi che sembrano non aver trascorso i secoli che li separano dalla loro fondazione medioevale. Sono sufficienti un paio di inquadrature del “Ciclone” per ritrovarmi esattamente in quelle zone, in quei paesi in pietra a mangiare castagne alle sagre.

“Il Ciclone” mi riporta indietro, trasportandomi per le strade di campagna del Casentino fino al podere dei miei nonni; mi ricorda l’infanzia, i giri in bici, i ginocchi sbucciati, le corse dietro alle galline.  Sono sicura che la campagna rievocherà ricordi a molti, perciò se in queste vacanze avrete voglia di associare a qualche sana risata qualche memoria dell’infanzia o semplicemente avete voglia di girare per i campi del Casentino, potete farlo in sella allo Ciao di Pieraccioni.

Un’ottima annata

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Se invece volete approfittare del tempo libero natalizio per regalarvi un buon bicchiere di vino, potrete farlo guardando il successo cinematografico “Un’ottima annata” (sconsigliato per gli astemi ) Sì lo so, i paesaggi che vediamo nella pellicola sono quelli della Provenza, non c’è nessun angolino di Toscana; forse sarà perché in Provenza non ci sono mai stata e tendiamo ad associare cose che non conosciamo a cose simili, che ci sono note, ma quando vedo i vigneti, quella bella tenuta di campagna io penso alla Val d’Orcia e al Brunello di Montalcino, che rende quei territori famosi in tutto il mondo.

Mi ritrovo proprio lì ad annusare quell’odore di mosto che mi piace ancor di più del sapore del vino, rivedo le cantine di Montalcino, i cipressi di San Quirico d’Orcia. “Un’ottima annata” è per me un’ottima occasione per ricercare un po’ della mia Toscana in un film che inconsapevolmente la celebra agli occhi di chi la conosce. Il film è una storia d’amore, una riflessione sui valori della vita; il lieto fine anche se un po’ scontato, rincuora e un po’ di ottimismo è sicuramente quello che ci vuole per le feste.

La vita è bella

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Per concludere questo tour cinematografico mi rivolgo ad un attore, ad un regista, ad un uomo di spettacolo e di cultura dalla battuta pronta che ha reso omaggio al nostro paese e alla sua tradizione culturale: Roberto Benigni. In particolare consiglio la visione, durante il Natale, del film “La vita è bella”, associandolo alla città di Arezzo.

“La vita è bella” è uno di quei film che mette d’accordo tutti, che ha armonizzato parere del pubblico e della critica, che sublima il riso e la lacrima in un sentimento ambivalente, che è la dolce malinconia. È un film che parla di amore, di guerra, di fortuna, di odio, di dolore, di gioia, di forza e risolve nel suo finale la sconfitta in vittoria, con l’ultima commovente frase del bambino: “Abbiamo vinto”. La pellicola inizia con un umorismo irresistibile, con una satira sociale e politica che colpisce gli assolutismi; le prime scene regalano agli spettatori delle inquadrature di Arezzo che è proprio la cornice in cui sboccia l’amore tra i due protagonisti.

Benigni ha ringraziato la città e la comunità per aver reso possibile la realizzazione del suo film, ma poco possono le sue parole rispetto alle immagini con cui lui ha celebrato il territorio, in uno scambio reciproco tra il regista e la sua città.

Piazza Grande, il cuore di Arezzo, è una dei protagonisti silenziosi della pellicola, incorniciata dal Palazzo della Provincia, il Campanile di Santa Maria della Pieve, il Palazzo della Fraternita dei Laici, le scalinate della Cattedrale su cui nel film si stende un lungo tappeto rosso per la principessa.

Piazza Grande e il suo tripudio di stili è il nido da cui il film prende il volo, la sua pavimentazione inclinata era paradossalmente il terreno più sicuro in cui i protagonisti potessero desiderare essere, una volta abbandonata la città, quell’idillio è rotto; ma non si rompe mai la speranza e la fiducia nella vita, che trionfa alla fine del film. Guardando questo bel film potrete partecipare a quel clima sereno racchiuso in Piazza Grande, vedere i monumenti di Arezzo, passeggiare per le Logge, sedervi a teatro accanto a Benigni. Tra le tante cose, questo film ci regala proprio un bel tour del centro storico di Arezzo, insieme ad una dose ti ottimismo perché nonostante tutto, il titolo recita chiaramente che “La vita è bella”.

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