La storia del Museo Stibbert di Firenze

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«Nato il 9 Novembre 1838, casa Poccianti via del Cocomero, città di Firenze, alle ore 3 del pomeriggio il mio figlio maschio Frederick Stibbert. Battezzato il 5 Dicembre 1838». Inizia così la storia di un grande uomo e di un immenso collezionista.

A cura di Paola Piani

La famiglia Stibbert, originaria del Norfolk in Inghilterra, si trasferì in Italia col padre di Frederick che, giuntovi dopo le campagne antinapoleoniche, decise di stabilirsi a Firenze, dove conobbe e sposò una giovane toscana, Giulia Cafaggi. Costretto, giovanissimo, ad andare a studiare a Cambridge, il giovane Frederick si dimostrò fin da subito insofferente alle rigidità dei college inglesi e rimase, invece, molto legato alla sua bella residenza toscana, la villa di Montughi, posta a pochi chilometri dal centro di Firenze.

Al compimento della maggiore età Frederick entrò in possesso dell’enorme patrimonio ereditato dal padre e dal nonno, del quale continuò sempre ad occuparsi con estremo impegno e grande intuito, riuscendo oltretutto ad  incrementarlo con abili operazioni finanziarie. La sua molteplice natura di finanziere internazionale, viaggiatore abituale e collezionista appassionato contribuì alla realizzazione del grande progetto di una vita intera: trasformare la bella villa di Montughi nel “suo Museo”. Già al rientro a Firenze dopo gli anni della scuola, iniziò la collezione di armi e armature alle quali, col tempo, si affiancarono i costumi, la quadreria, gli arazzi, gli oggetti di arredo e di arte applicata.

1.-Stibbert-guida-garibaldina

Per salvaguardare l’integrità della preziosa collezione venutasi a creare, Stibbert decise che alla propria morte, avvenuta nel 1906, essa venisse costituita in museo pubblico affidato alla città di Firenze. È probabilmente solo grazie a questa sua lungimiranza se, ancora oggi, è possibile ammirare un simile tesoro nel panorama museale fiorentino. Sulla collina di Montughi, un grande parco alberato caratterizzato da boschetti, padiglioni, statue, false rovine e da un piccolo tempio neoegizio, circonda la splendida villa con i suoi merli tipici di un castello neomedievale, le torri che svettano verso il cielo, le facciate coperte di stemmi marmorei, le decorazioni di maioliche colorate, le finestre neogotiche e le logge.

All’interno decine di sale conservano l’enorme collezione d’arte di Stibbert, che dedicò tutta la sua vita a raccoglierla e che ben rispecchia i numerosi interessi di un uomo eccezionalmente eclettico:  dall’armeria europea a quella islamica e giapponese, dalla quadreria alle porcellane fino ai costumi. Dopo numerosi allestimenti posteriori, che avevano modificato l’impianto originario del museo, oggi questo si ripropone per come doveva apparire agli occhi del suo proprietario e ai tanti personaggi illustri che vi furono accolti: dalla regina Vittoria ai duchi di Teck, da Oscar Wilde a Gabriele d’Annunzio.

stibbert

Stibbert, infatti, aveva posto molta attenzione nella preparazione di ogni singola sala, con l’intenzione di rievocare periodi storici e ambiti culturali diversi, in una sorta di variegato viaggio attraverso il tempo e le terre più lontane. Attualmente l’intera collezione è costituita da oltre cinquantamila oggetti, frutto per di più del nucleo originario lasciato da Stibbert alla sua morte. Oltre alle splendide sale adibite a museo fin dal progetto originale, come ad esempio la sala della Malachite, la sala della Cavalcata Islamica, quella della Cavalcata Europea e le sale Giapponesi poste nella torre,  il percorso espositivo si snoda anche in quella che, all’epoca, doveva essere il cuore della villa, la parte abitativa con i suoi ricchi salotti, le camere da letto e da bagno, gli studioli ed il grande Salone delle Feste.

Inoltre, in tempi recenti, alla fine del percorso canonico, è stato sapientemente allestito uno spazio espositivo atto ad accogliere mostre temporanee, che contribuiscono ad incrementare, se mai ce ne fosse bisogno, lo spirito attrattivo di questo splendido gioiello fiorentino.

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