Le Botteghe del gusto: Paola di Volpaia

Francesca Capaccioli

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Dalle valli spira un vento di antica grandezza, che porta profumo d’avvinato e selvaggina. È l’odore d’autunno della stagione chiantigiana, quando la campagna si abbandona alla sua dorata bellezza.

Il fascino di questo luogo è innegabile, le colline vitate e olivate si sovrappongono come quinte allo sguardo, i boschi comandano come un tempo e coprono ancora oggi le campagne e le dimore dei signori. In uno di questi cocuzzoli se ne sta Volpaia, da sempre borgo e castello e terra di frontiera, che nel Medioevo separava  Firenze da Siena. Qui lo scorrere del tempo è lento. Il fare, il vivere, è poesia e tutto intorno è bellezza.

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Camminando nel borgo, tra vicoli e viuzze, si rimane sorpresi nel vedere che i grandiosi tini metallici alloggiano come sculture moderne nell’ex chiesetta del XIII secolo, che oggi è cantina. Nei passaggi sotterranei che corrono di casa in casa, e sotto il campanile della chiesa del Quattrocento, vi sono botti di rovere in cui viene fatto maturare il vino. La vinsanteria  invece è collocata all’ultimo piano di una casetta nella quale anni fa si organizzavano mostre d’arte contemporanea. Più avanti l’orciaia, il frantoio e l’ufficio vendite, collocato dove una volta c’era la farmacia.

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Tutto il paese è coinvolto nella magia della produzione viti-olivicola. In questo borgo impregnato di storia e tradizione, la prima veduta per chi entra dalle mura sulla piazza principale, non può che essere la locanda che funge da baluardo: la vineria Bar-Ucci,  gestita da una volpaiese Doc, Paola Barucci, che qui vive da sempre con la sua famiglia. Il sincero  e allegro vociare della “Paolina” è musica per i commensali, che sostano per desinare e che assaporano, sotto l’ombra di un fico che cinge le mura della locanda, la tradizione contadina del mangiare toscano, così prezioso, che parla all’intelletto e allo spirito.

Questa bottega è un’istituzione qui nel Chianti, è ritrovo per viandanti, pensatori, forestieri, è un angolo delizioso che invita a meditare e assaporare l’energia, la sostanza del luogo… e Paola ne esalta lo spirito. La piazza diventa teatro con l’allegria  e le battute di questa donna schietta e sincera… e si fa fatica ad andare via, perché ci pare d’essere a casa nel cuore vivente di questa terra maestosa, gagliarda e sincera.

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Francesca Capaccioli