L’arte dell’ospitalità in Toscana

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Accogliere l’ospiti, una magica arte da raccontare.

“In una realtà turistica moderna, affollata di offerte di viaggi, l’accoglienza rappresenta il principale punto di forza di una proposta turistica di qualità. Questo perché il ruolo attribuito dal visitatore al come viene ricevuto nella località prescelta assume un’importanza sempre maggiore fino a diventare il vero “valore aggiunto” della destinazione (B. Monticelli, 2005).”

Il cibo e l’ospitalità sono sempre stati temi molti presenti nella letteratura, forse perché ospitare, accudire ed accogliere gli altri sono sentimenti nobili, pratiche che accomunano l’umanità da sempre. Il rituale dell’accoglienza, legato al suo concetto di cortesia e apertura verso lo straniero, è una consuetudine diffusa in molte culture, antiche e moderne. Il suo principio ricorre spesso, per esempio, nella mitologia greca, dove a chi offre la propria ospitalità, sono imposte grandi responsabilità nonché obblighi materiali e morali.

Una certezza unisce chi sceglie di visitare la nostra fetta di Paradiso: la simpatia e la benevolenza che i toscani riescono a trasmettere a chi come loro fa della vita un’avventura da non prendere troppo sul serio.

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Quando si sceglie di tornare – e talvolta di rimanere per sempre in Toscana – non è solo per circondarsi della grande bellezza delle colline, dei monumenti o dei trenta secoli di storia. È spesso “la gente” a fare la differenza. In un mondo che viaggia alla velocità della luce, in terra etrusca si ritrova il gusto della lentezza, dell’assaggiare il piacere del sorriso. Si scopre con stupore quanto bene faccia allo spirito una battuta, a volte anche pungente, che spezza la monotonia e rimane nei ricordi per sempre.

La cultura non è quello che un individuo o un sistema conosce. Le sue componenti fondamentali sono i valori e le competenze, per questo occorre riflettere attentamente sull’ospitalità: un’autentica vocazione, da coniugare alla serietà professionale e alla conoscenza. È una capacità innata, ma dove nulla può essere improvvisato o approssimativo, che nasce come un bisogno interiore e appaga l’anima di chi ha saputo lasciare nell’ospite il ricordo di momenti piacevoli ed indimenticabili.

Il tratto dominante dell’accoglienza è una forma di competenza comunicativa che inizia con l’espressione del volto, ma prosegue attraverso la capacità di donare calore, cortesia, avere il desiderio che i propri ospiti si sentano come a casa propria; saper interpretare i loro sogni e le loro aspettative.

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L’obiettivo è offrire un’esperienza unica di vivere la Toscana, accompagnando il turista alla scoperta delle bellezze e dei sapori di questi luoghi da favola.

Alla base dell’accoglienza c’è sempre una “casa”, un posto dove ricevere il viaggiatore. Oggi sono molteplici le forme delle nostre strutture ricettive a svolgere tale funzione. Non solo hotel di lusso, ma anche agriturismi, case vacanza, B&B. Ognuno di questi rappresenta un luogo di libertà, di assenza di costrizioni, un rifugio a volte preferito persino alla propria abitazione. Vere e proprie oasi di pace, dove poter godere di un soggiorno intimo e familiare, dove l’allegria nasce spontanea.

Vi sono alcuni momenti importanti nell’arte dell’accoglienza, come l’arrivo, quando il turista può vivere una fase di incertezza, lontano com’è dalle proprie abitudini, dalle proprie cose, dalle proprie sicurezze. Lasciare una porta sempre aperta è il primo segno tangibile di una possibile benevola ospitalità. Ma bisogna fare attenzione a non essere troppo invadenti, tenendo bene in mente che se poca attenzione nuoce, un eccesso di premure possono divenire dei fastidi.

Ogni ospite ha una sua storia e proprie abitudini. Conoscere, o anche solo intuire, le sue diverse esigenze è il primo e fondamentale passo per raggiungere il soddisfacimento dei suoi bisogni. L’accoglienza nasce da uno slancio non calcolato, privo di doppi fini. Offrire qualcosa al prossimo significa, infatti, offrire anche un po’ di sé stessi.

E quando la passione, l’esperienza, la gentilezza, si fondono ad arte, il risultato non può che essere eccellente.

L’accoglienza sorride sempre, e l’addio se ne va sospirando

  William Shakespeare

Credits Photo, Cover: Il Salviatino

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