Boboli, I luoghi insoliti della quotidianità di corte

Daniele Angelotti

Tagged: , , , , , , , , , , , , , ,

Monumento alla mula . Cortile di Palazzo Pitti

Passeggiando per il Giardino di Boboli
ci si ritrova immersi in uno scenario straordinario di arte e natura ed è possibile riscoprire una dimensione quasi domestica di quello che è oggi uno dei musei più importanti di Firenze.

Si tratta di uno spirito strettamente connesso alla storia del luogo e che è il frutto della quotidianità che portò alla realizzazione di questa meraviglia. Il Cortile dell’Ammannati costituisce il primo grande spazio di rappresentanza della corte medicea ed è curioso trovarvi una lapide in marmo piuttosto singolare.

Raffigura la famosa “Mula di Boboli” che si adoperò nei lavori del cantiere a tal punto da essere riconosciuta degna di affiancare le statue di Ercole che ornano la facciata. Emergono maestranze artigiane e antiche tecniche costruttive e si rimane sorpresi scoprendo che l’anfiteatro era in origine una semplice cava per estrarre la pietra con cui fu costruito il palazzo.

Addentrandosi tra i lecci si arriva alle ghiacciaie, strutture ricche di fascino la cui storia si lega a quella dell’architetto Bernardo Buontalenti. E chi meglio del Buontalenti ha coniugato ghiacciaie e gelato? Ideò infatti l’omonima crema gelato preparata per il banchetto inaugurale della Fortezza del Belvedere con latte, uova ed estratti di agrumi.

Vicino alla Fortezza da Basso si trova via delle Ghiacciaie, per testimoniare la pratica a Firenze di conservare la neve in cantine, che pare fossero state ideate proprio dal Buontalenti. Le due ghiacciaie che si possono vedere oggi a Boboli furono invece commissionate nel 1612 da Cosimo II a Gherardo Mechini.

Un'antica ghiacciaia medicea al Giardino di Boboli
Un’antica ghiacciaia medicea al Giardino di Boboli
 

Questi capolavori di ingegneria idraulica e strutturale sono scavati nella roccia dove si addentrano per circa venti metri di profondità sviluppandosi per tutta l’altezza della collina. Era qui che venivano conservati i cibi in parte prodotti proprio a Boboli come, per esempio, nella zona del Prato di Ganimede un tempo riservata a coltivi, orti e pomari. Alcuni alberi da frutta testimoniano l’antica vocazione del luogo rallegrando i visitatori con le loro fioriture primaverili.

Albero da frutta nel Prato di Ganimede al Giardino di Boboli
Albero da frutta nel Prato di Ganimede al Giardino di Boboli

Un piccolo vigneto ripristinato nel 2001 custodisce invece le antiche varietà di uve medicee ritratte nelle celebri tele di Bartolomeo Bimbi conservate al Museo della Natura Morta di Poggio a Caiano.

Vigneto al Giardino di Bobol
Vigneto al Giardino di Boboli

Giardini e coltivazioni richiedevano ovviamente ingenti quantità d’acqua e con questo scopo fu realizzata la Vasca del Forcone o del Nettuno, già presente nella lunetta di Utens.

Vasca del Forcone o del Nettuno al Giardino di Boboli
Vasca del Forcone o del Nettuno al Giardino di Boboli

Più in alto si trovano invece i bacini delle Trote e del Cavaliere, commissionati attorno al 1614 da Cosimo II a Gherardo Mechini e a Giulio Parigi. Molto interessante è la Vasca delle Trote: un antico vivaio per l’allevamento ittico che, verso la fine del ‘600, fu coperto da un sistema di volte per permettere la realizzazione del sovrastante Casino del Cavaliere, attuale Museo delle Porcellane. S

cendendo verso Porta Romana si trovano ragnaie e cerchiate un tempo adibite all’uccellagione, limonaie in cui ancora oggi in inverno viene ricoverata l’importante collezione di agrumi e, spostandosi verso le antiche mura della città, ci si imbatte in una stalla perfettamente conservata. Che fosse la stalla della Mula?

Credits foto: ‘il Giardino di Boboli’ a cura di Litta Medri, Silvana editoriale, Cinisello Balsamo, 2003

Share Button

/ 18 Articles

Daniele Angelotti