Salvatore Ferragamo, una vita tra creatività e bellezza

Chiara Zellino

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Salvatore Ferragamo

Una storia lunga oltre 80 anni, quella di Salvatore Ferragamo e di un’azienda a conduzione familiare, che ha avuto la capacità, come poche altre al mondo, di trasformarsi in un colosso del lusso internazionale.

È il 1927 quando Salvatore Ferragamo fonda la prima società, con sede a Firenze, concentrando la propria attività sulla creazione di calzature. Una passione senza precedenti, unita ad un intuito eccezionale per il nuovo e ad uno sguardo attento e curioso sul mondo dell’arte e della cultura del tempo. Nato in provincia di Avellino, Salvatore Ferragamo si trasferisce giovanissimo negli Stati Uniti, a Boston, raggiungendo uno dei fratelli che lavorava in una fabbrica di scarpe. Di lì a breve si sposta a Santa Barbara, in California, dove apre una piccola bottega di riparazione e fabbricazione di calzature su misura. Nel 1923 giunge ad Hollywood aprendo l’Hollywood Boot Shop e guadagnandosi in tempi record l’appellativo di Calzolaio delle stelle.

Lavora fin da subito con grandi star del cinema del tempo, creando per loro scarpe su misura e personalizzate, pezzi unici caratterizzati da un gusto innovativo e da una fattura perfetta. Calzature al limite della sperimentazione, veri e propri oggetti di culto, vere e proprie opere d’arte. Dopo circa 13 anni di successo americano decide di tornare in patria e si stabilisce a Firenze, dove nel 1927 apre il “Calzaturificio Ferragamo“, lo storico laboratorio di Via Mannelli, 57. Una produzione, quella dei primi anni, destinata esclusivamente al mercato americano, terra in cui l’industria cinematografica iniziava il suo momento d’oro. Sarà proprio il cinema, unitamente all’arte e alla cultura del tempo, a rappresentare per il genio creativo del maestro continua fonte di ispirazione.

Salvatore Ferragamo crea per le star
Salvatore Ferragamo crea per le star

Una sperimentazione continua ed una creazione proiettata verso il futuro ha contraddistinto il lavoro di Salvatore Ferragamo fin da subito. Fin da quando, a causa della carenza di acciaio importato dalla Germania negli anni ’20, si inventò una nuova struttura a sostegno dell’arco del piede, elaborando, per tentativi, una modalità per pressare il sughero. La “zeppa”, forse la più celebre tra le invenzioni di Ferragamo, brevettata nel 1937, nasce infatti prima di tutto con una finalità funzionale, per trasformare poi il costume e l’estetica delle generazioni che verranno. Uno dei tantissimi brevetti che il “calzolaio” è stato in grado di produrre nell’arco della sua carriera, in una continua ricerca estetica e creativa.

Salvatore Ferragamo e Marilyn Monroe

La scarpa intesa non più solo come un elemento funzionale, un accessorio, ma portata all’estremo e proposta come una vera e propria opera di design, nel tentativo di trovare un perfetto equilibrio tra forma, materia e colore. Uno straordinario patrimonio di creatività e di progettazione che l’intera famiglia, a partire dalla moglie Wanda che dal 1960 ne ha ereditato la guida, ha saputo proteggere ed alimentare. Un lavoro di squadra che fa brillare, sempre di più, il nome di Salvatore Ferragamo come sinonimo di classe ed eccellenza. Un nome associato, senza alcun dubbio, alla qualità impareggiabile dell’artigianalità Made in Italy. Cultura e tradizione, ma anche innovazione ed apertura verso il futuro. Tutto questo ha portato, nel 1995, all’inaugurazione di un museo intitolato al suo fondatore, con grande anticipo rispetto a molti altri nomi celebri del fashion system.

Situato all’interno di Palazzo Spini Feroni, storica sede dell’azienda in Via Tornabuoni 2, a Firenze, raccoglie oltre 10 mila modelli di calzature, un archivio di abbigliamento dal 1959 in avanti, ed un archivio di borse dal 1970.

 

Salvatore Ferragamo mentre crea
Salvatore Ferragamo mentre crea

Non solo semplici scarpe e accessori, ma opere di altissimo artigianato, in cui la scelta dei materiali, l’uso del colore e l’ispirazione offrono al visitatore percezione del prestigio e del genio di un uomo che ha contribuito come pochi altri all’evoluzione della storia del costume. Un museo nato per valorizzare e promuovere in tutto il mondo, attraverso mostre, eventi e workshop, la consapevolezza che un sistema vivo e produttivo di idee non vive solo della valorizzazione del passato, per quanto splendido, ma si alimenta soprattutto della sperimentazione e della ricerca del nuovo.

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Chiara Zellino