Opificio delle Pietre Dure, scrigno e officina d’Arte

Simona Grossi

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Opificio delle Pietre Dure

È il 1588 quando il Granduca Ferdinando I de’ Medici fonda a Firenze, nell’ex convento di San Niccolò, l’Opificio delle Pietre Dure, regia della splendida ed affascinante arte del commesso fiorentino o “pittura di pietra” realizzata con preziosi intarsi in marmo e pietre dure.

Alla fine del XIX secolo l’Opificio passò dall’attività di manifattura a quella di Centro per il restauro. L’attuale Opificio delle Pietre Dure (noto come OPD) nasce come Istituto di Restauro del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali nel 1975 dall’unione dell’Opificio Mediceo con il Laboratorio di restauro, sorto all’interno della Soprintendenza nel 1932 e sviluppatosi a seguito dell’alluvione fiorentina del 1966.

Fu proprio per salvare le molte opere d’arte danneggiate dal drammatico evento che i laboratori dell’Opificio misero a punto competenze e tecnologie sofisticate che hanno fatto scuola nel mondo. La perizia dei restauratori nei tanti anni di attività ha riportato allo splendore capolavori come la Croce di Giotto e la Trinità di Masaccio in Santa Maria Novella, il Cristo ligneo di Donatello in Santa Croce, la Leggenda della vera croce di Piero della Francesca ad Arezzo, la Madonna del Cardellino di Raffaello agli Uffizi, per citarne solo alcuni, tutti documentati negli archivi dell’Opificio.

L’OPD comprende la Scuola di Alta Formazione (SAF) fondata nel 1978 da Umberto Baldini ed è uno dei più importanti poli formativi italiani sul restauro. Dal 2004 ingloba, in qualità di sede distaccata, anche la Scuola per il Mosaico di Ravenna.

I settori di restauro dell’Opificio sono undici, tra cui Commesso di pietre dure e mosaico, Bronzi, Scultura lignea. Ogni dipartimento prevede al massimo 6 allievi, i quali affiancano i restauratori apprendendo dal vivo tutte le fasi operative e le differenti problematiche. In alcuni casi partecipano ad importanti eventi, compresi quelli nei cantieri (come per il terremoto in Abruzzo e in Emilia-Romagna) e a consulenze per l’allestimento di mostre e progetti conservativi su collezioni museali nazionali ed estere. Molte altre sono le attività che la SAF organizza, come quella con la Fondazione Fratelli Alinari con cui già da alcuni anni è attivo un corso sulla conservazione e restauro dei materiali fotografici.

Crocifisso di Donatello restaurato dall'Opificio delle Pietre Dure, conservato nella Basilica di Santa Croce
Crocifisso di Donatello restaurato dall’Opificio delle Pietre Dure, conservato nella Basilica di Santa Croce

Nel 2011 è stato organizzato il primo Master del Ministero dei Beni Culturali in Italia sulla conservazione ed il restauro delle opere d’arte contemporanea, nuova frontiera della ricerca in questo campo. Una scuola prestigiosa, bottega rinascimentale dei nostri tempi e perfetto esempio di eccellenza tra arte e mestieri, di cui la Toscana è un esempio senza eguali.

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Simona Grossi