Mostre a Firenze. Palazzo Strozzi accoglie Picasso. Dal 20 settembre

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“Picasso e la modernità spagnola”. Ad accogliere l’autunno a Firenze ci sarà l’artista spagnolo, con i suoi dipinti, i suoi periodi, fasi, colori, i suoi rapporti con altri grandi artisti in mostra.

A CURA DI ADELE MESSINA

La Fondazione Strozzi, chiusa la mostra su Pontormo e Rosso fiorentino con 150.000 visitatori, si appresta ad accogliere uno dei più grandi maestri della pittura del XX secolo: Pablo Picasso. La mostra, che partirà il 20 settembre e proseguirà fino al 25 gennaio 2015, è  organizzata da Fondazione Palazzo Strozzi e Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía di Madrid.

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Un’ampia selezione di opere

Per riflettere sull’influenza che Picasso ha esercitato su tutta l’arte del XX secolo, con 90 opere di cui 45 dell’artista di Malaga, e altrettante di artisti quali Joan Mirò, Salvator Dalì, Juan Gris, Maria Blanchard, Julio Gonzales.

La mostra è curata da Eugenio Carmona, docente di Storia dell’Arte presso l’Università di Malaga e membro del Consiglio di Amministrazione del Museo Nazionale Reina Sofía di Madrid.  Lo stesso che curò la precedente esposizione dedicata a Picasso, sempre a Palazzo Strozzi. Era il 2011, e la mostra raccontava la produzione giovanile di Picasso, Mirò e Dalì. In quell’occasione si poté ammirare, per la prima volta fuori dalla Spagna, “Cahier n.7”, gli schizzi che hanno dato vita al capolavoro “Les Damoiselles d’Avignon”, considerato l’atto di nascita del Cubismo.  

Dal 20 settembre a Palazzo Strozzi per raccontare l’ artista dall’animo inquieto, dallo spirito ribelle, dalla battuta sagace, non mancheranno, tra le opere esposte, celebri capolavori come  “Testa di cavallo” e “Il pittore e la modella“, ma anche disegni, incisioni e dipinti preparatori realizzati per “Guernica” e mai esposti in numero così elevato fuori dalla Spagna.

Ci sarà anche “Ritratto di Dora Maar”. Quella sua speciale musa, quella Dora Maar  fotografa e pittrice. Quella donna così dipendente dal pittore, così bella e fragile. Vittima della parte oscura del celebre artista. Fu lei ad ispirare Picasso nel ritrarre la donna al centro che sorregge la lampada in Guernica. La sofferenza scatenata in lui dalla Guerra civile spagnola inaspriva il suo tormento interiore. E quando Pablo dipinse Guernica, in ricordo della strage perpetrata dai franchisti nel 1937, Dora era lì a fotografarlo.

Pablo Picasso con Dora Maar
Pablo Picasso con Dora Maar

Spostiamoci dietro le quinte

Cosa si nasconde dietro mostre di tale rilievo? Cosa prova chi le cura, le immagina, fino a renderle reali? Quell’emozione è ben resa dalle parole di Antonio Natali, curatore insieme a Carlo Falciani  dell’ultimo successo di Palazzo Strozzi, “Pontormo e Rosso fiorentino”: “Quando volge al termine un’impresa che abbia richiesto un impegno ragguardevole e per la quale sia stata investita passione senza risparmio, il cuore è preso dalla malinconia. Tanto è felice la stagione dell’allestimento, tanto è triste il tempo dello smontaggio”. Come dare alla luce un bambino, e al momento giusto, mandarlo per il mondo. Che, nel caso di una mostra, significa metterlo a disposizione del mondo. Farne fruire, godere. E rimettersi al giudizio dei visitatori.

Aspettando  con gioia il momento in cui andrà in scena l’arte di Pablo Picasso, siamo tutti rimandati a settembre.  Ma per un motivo bellissimo.

L’attesa si fa bella, lascia presagire lo spettacolo a cui assisteremo a Palazzo Strozzi, quando sarà il genio di Picasso a rubare la scena. Quel genio che definiva la pittura “un gioco della mente”, quel genio a cui il  mondo è grato per aver lasciato la sua mente libera di giocare.

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ADELE MESSINA

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