Arezzo. Alla Casa Museo di Ivan Bruschi opere dagli Uffizi in mostra

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Salviati - Ritratto d'uomo

L’offerta culturale aretina si arricchisce di una mostra che profuma di Firenze, di Uffizi, di collezioni importanti e di un bel progetto .

A cura di: ADELE MESSINA
Nelle stanze dei Granduchi. Dagli Uffizi ad Arezzo: opere scelte dalle collezioni medicee” si tiene nella prestigiosa casa museo Ivan Bruschi ed  è stata accolta da Lorenzo Rosi,  Presidente di Banca Etruria e amministratore della Fondazione Bruschi, come “un’iniziativa storica per Arezzo, uno dei fiori all’occhiello dell’estate culturale aretina”.

L’esposizione, frutto della collaborazione tra la Galleria fiorentina e la Fondazione Ivan Bruschi, è inserita nel progetto “La città degli Uffizi” del Direttore Antonio Natali, che si propone di esaltare il patrimonio dei musei locali affiancando opere provenienti da uno dei più importanti musei al mondo, gli Uffizi.

Foto sala
Foto sala

La maggior parte delle opere selezionate per la mostra provengono dal patrimonio della famiglia Medici, oggi esposto nei principali musei di Firenze, ma che in origine veniva conservato quasi integralmente nella reggia di Palazzo Pitti. Proprio la reggia fiorentina, che custodiva immensi capolavori, era privilegio dei granduchi, da qui il titolo della mostra. Si tratta di trenta opere tra cui si trovano dipinti di paesaggi, scene di genere, nature morte, temi letterari e mitologici, temi sacri, bozzetti, ritratti e autoritratti. Tra gli artisti in mostra Paolo Veronese, Cristofano Allori, Pietro da Cortona, Salvator Rosa, Alessandro Magnasco, Sebastiano Ricci.

L’esposizione è stata inaugurata nell’entusiasmo di tutti i protagonisti che hanno preso parte al progetto. Antonio Natali si è detto particolarmente soddisfatto dell’iniziativa, che vede queste opere in mostra proprio “davanti a quella Pieve di Santa Maria nella quale fu posta la monumentale Madonna del Popolo che Federico Barocci nel 1579 firmò e datò”. E che oggi è esposta agli Uffizi. Il Soprintendente del Polo Museale Fiorentino, Cristina Acidini ha dichiarato: “Rivivranno in mostra, di quadro in quadro, l’etichetta delle stanze di corte e la gaiezza della vita in villa, la fierezza dinastica e le passioni scientifiche”. Mentre Agostino Bureca, Soprintendente di Arezzo, ha affermato: “Le stanze ricevono nuovi illustri ospiti: gli ultimi dei Medici e i Lorena. Ci parlano di loro le nature morte, i paesaggi, i santi e i poeti raffigurati nelle tele provenienti dagli Uffizi e qui esposte suddivise per generi e ricordando per ognuna il legame col committente”.

Salvator Rosa -Lo Spavento
Salvator Rosa -Lo Spavento

Negli ultimi giorni della mostra sono in programma le conferenze di approfondimento di Carlo Sisi, curatore della mostra, con “Gli ultimi Medici: una passione collezionistica” (il 26 settembre) e Antonio Natali, con “Gli Uffizi in città” (il 4 ottobre).

Durante il periodo di apertura della mostra, fino al 5 ottobre, non mancheranno i laboratori didattici, per scuole e famiglie. Tra questi: Ri-tratti di storia, sulla storia del ritratto; Dalla mostra alla città, itinerario artistico alla scoperta dei tesori di Arezzo; Il possesso della bellezza, sul fenomeno del collezionismo.

    MORE INFO

La Casa Museo di Ivan Bruschi, nobile dimora storica,  si trova proprio davanti alla Pieve romanica di S. Maria, nel Palazzo del Capitano del Popolo. Fu l’antiquario aretino a scegliere come sede dell’omonima Fondazione questo palazzo che rappresenta uno degli edifici civili del primo trecento tra i più eleganti di Arezzo, restaurato di recente grazie all’intervento di Banca Etruria. Ne nacque un museo su tre piani, con una terrazza che offre una vista incantevole.

Ivan Bruschi, celebre antiquario aretino scomparso nel 1996, a cui si deve l’ideazione della Fiera Antiquaria,  diceva: “Io raccolgo non tanto per me, ma per quelli che verranno dopo di me.” E così è stato. Ha creato una collezione prestigiosa. Ben diecimila pezzi tra mobili, dipinti, sculture, libri, vetri, ceramiche, argenterie, gioielli, arnesi e attrezzi da lavoro e monete. Racconta uno spazio temporale che va dalla preistoria ai giorni nostri.

Magnasco -  la gazza ammaestrata
Magnasco – La gazza ammaestrata

 

Entrare nel museo dà la sensazione di essere i benvenuti, come se a fare gli onori di casa ci fosse proprio lui, Ivan Bruschi, che tanto ha desiderato che quella dimora divenisse testimonianza del bello, dove ogni singolo pezzo racconta una storia secolare oppure un attimo, un’emozione.

Questa mostra  sembra essere anche un meraviglioso pezzo del puzzle che l’antiquario aretino continua a comporre per la città.

 Adele Messina

 

Web

Twitter: @museobruschi

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Il museo è aperto dal martedì alla domenica con orario continuato 10-19

Tariffe: intero 5 euro, ridotto 3 euro (soci FAI, coloro che presentano il biglietto degli Affreschi di Arezzo di Piero della Francesca, gruppi superiori a 15 persone e minorenni), ridotto 2 euro (Soci e Dipendenti Banca Etruria), gratuito (soci Touring Club, giornalisti, diversamente abili e accompagnatori).
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