Bagno Vignoni: uno dei borghi toscani più sorprendenti

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Addentrandoci nel cuore della terra di Siena troviamo un paesaggio perfetto, essenziale.

Lo compongono dolci colline, calanchi, il corso sinuoso del fiume, i cipressi che coronano isolati le alture o che seguono, in ordinati filari, l’andamento delle strade. Sui colli, borghi e monumenti isolati, di straordinario fascino, sorvegliano boschi di querce, oliveti e vigneti. Fa da sfondo di scena, ad occidente, il Monte Amiata, il più alto vulcano spento d’Italia.

Ci troviamo all’interno del Parco Artistico Naturale della Val D’Orcia. Nel comune di San Quirico, nelle vicinanze della via Francigena (il percorso principale seguito nell’antichità dai pellegrini provenienti da nord, che si recavano a Roma), vi è un suggestivo borgo medievale, noto in tutto il mondo per le sue sorgenti termali e meta di turisti in cerca di una vacanza all’insegna del benessere.

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Bagno Vignoni (anticamente denominato Bagni di Vignone o Bagno a Vignone), è un minuscolo borgo edificato a mezzacosta (305 mt s.l.m.), posto 49 km a sud di Siena.

I suoi edifici sorgono ai lati di Piazza delle Sorgenti. Questa piazza a pianta rettangolare rappresenta la vera particolarità del luogo. È sostanzialmente costituita – ad eccezione dei camminamenti laterali – da una vasca, chiusa su tre lati da una cinta di mura alta circa un metro e mezzo, in cui gorgogliano caldissime acque, che salendo dal cuore del vulcano tornano alla luce con prepotenza.

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Una volta fuoriuscite dalla vasca termale, si dirigono nella ripida scarpata del Parco naturale dei Mulini, dove formano concrezioni di rara bellezza. Qui, immersi nella macchia mediterranea, si trovano quattro mulini medievali scavati nella roccia, che furono molto importanti per l’economia locale. Alimentati dalla perenne sorgente termale, garantivano il loro funzionamento anche quando gli altri mulini della zona erano fermi a causa della siccità estiva.

In epoca medievale Bagno Vignoni faceva parte dei domini della potente famiglia dei Salimbeni. Da questi fu poi ceduto alla Repubblica di Siena. Sin da quel tempo le istituzioni e le varie autorità locali prestavano molta cura nella gestione e nella conservazione delle sue terme, situate al centro di una zona dal territorio incontaminato. Tutto è rimasto, da allora, sostanzialmente immutato, nonostante i numerosi episodi di guerra, devastazioni e incendi che coinvolsero la Val d’Orcia nel corso del Medioevo.

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In prossimità del lato sud della piazza si trova la Chiesa di San Giovanni Battista, una piccola costruzione pievana a navata unica, semplice e di antica origine. All’interno è presente una raffigurazione di Santa Caterina da Siena, opera di pittori della scuola senese del XVIII secolo. Il suo porticato percorre tutto il lato corto della piazza e ospita la piccola cappella dedicata alla santa.

Da Bagno Vignoni si può ammirare uno dei panorami più suggestivi di tutta la Val d’Orcia: alle spalle dell’abitato si scorge Vignoni Alto, piccolo gioiello immerso e seminascosto nel verde della collina. Le anse del fiume Orcia portano fino all’affascinate Rocca d’Orcia, con il Castello della Ripa.

Questi luoghi erano già apprezzati in epoca etrusca e successivamente in età romana. L’attività termale è divenuta famosa in tutta Europa a partire dal Medioevo.

Tra gli illustri frequentatori troviamo personaggi come Papa Pio II Piccolomini, Santa Caterina da Siena, Lorenzo de Medici, e poi poeti, scrittori ed artisti che ancora oggi scelgono questa meta come fonte di ispirazione.

Nelle vicinanze si trovano attrezzate e importanti strutture ricettive: Hotel, centri benessere e SPA rigeneranti per il corpo e per la mente.

Entrare in Bagno Vignoni, con la sua rarefatta atmosfera, con i vapori caldi sprigionati nella grande piazza d’acqua, è come travalicare il muro del tempo, come immergersi in una realtà completamente avulsa dalla nostra epoca… un po’ come lasciarsi tutto alle spalle, respirando un’aria nuova… ma dal sapore antichissimo.

Cover Photo: Gianni Brunacci

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