Luca Martini. Professione: miglior Sommelier del mondo

Chiara Poggi

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«La vita è troppo breve per bere vini mediocri.» Concorderà sicuramente con Goethe Luca Martini, aretino Doc, classe 1980, titolare e maitre sommelier del ristorante Osteria da Giovanna di Arezzo e dal 2013 socio titolare dell’Eno-Kalo-Ristorante Blend4 ad Azzate, in provincia di Varese.

Far conoscere l’universo appassionante dei vini, farne assaporare l’eleganza e aiutare a carpirne i segreti è il suo mestiere. Dopo aver accumulato esperienze tra Londra, Quebec e Australia, si laurea miglior sommelier di Toscana nel 2007, vice campione d’Italia nel 2008, fino ad affermarsi come migliore al mondo, al ‘World wide Sommelier’ , massimo concorso mondiale nell’arte delle “sommellerie”, dopo una competizione appassionante svoltasi presso l’Hotel Park Lane Sheraton a Londra. P

Per Luca conoscere un vino non è solo raccontare la differenza tra i vari terroir e vitigni, è una passione sincera che lo accompagna da quando aveva 18 anni, che lo ha portato a condividere una storia emozionante, di colori, gusti e sapori che interagiscono con una perfetta armonia.

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Quando e da cosa nasce la tua passione per il vino?

“Nasce nel momento in cui, da ragazzo, affronto il viaggio per la scuola alberghiera, e imparo da mio padre a fare il Vin Santo. Le vinificazioni degli inizi sono un gioco e un diletto, quasi una conseguenza della mia vita quotidiana di un buon toscano.

Il colpo di fulmine vero e proprio arriva a Londra, con il primo importante incarico come Capo Sommelier alla Caviar House del Café Restaurant Nickolay”.

Qual è il tuo vino toscano preferito e con che piatto lo abbineresti?

“Su tutti scelgo un vitigno, e non può essere che il Sangiovese. Un cavallo di razza, un vero purosangue quando gioca sulla freschezza e sulla sobrietà. Il mio legame con il territorio passa necessariamente da qui.

L’abbinamento? Prendiamo un Sangiovese di Montalcino, piuttosto che un Sangiovese di Greve in Chianti il cui matrimonio perfetto, ça va sans dire, è con una bella, alta, e succulenta bistecca fiorentina”.

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Chiara Poggi