La scuola orafa fiorentina

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pomteDall’inizio della storia l’uomo ha fabbricato oggetti che rispondevano ai suoi bisogni. Gli utensili che soddisfacevano le sue esigenze domestiche quotidiane erano l’espressione delle sue fantasie, della sua intelligenza e della sua personalità.

Arte e artigianato, uniti, si adattavano inizialmente alle stesse necessità. Anche l’alta qualità dell’argenteria storica fiorentina, nota a livello universale, affonda le sue radici nel passato, in un segreto tramandato dagli etruschi. Un sapere coltivato e preservato poi, in epoche medievali, dai religiosi nei monasteri e nelle abbazie.

L’arte orafa nel Rinascimento

Intorno al 1300, quest’attività artigianale fu insegnata ai laici, che si costituirono in associazioni chiamate corporazioni. A Firenze nacque la corporazione dell’Arte della Seta, sottoposta a leggi e regole molto severe, che comprendeva diversi maestri del tessuto. Dal 1322, ad essa si associarono anche gli orafi. L’attività orafa a Firenze raggiunse il massimo sviluppo in età rinascimentale. La successiva fama si è ovviamente alimentata grazie alle celeberrime opere del Ghiberti, del Pollaiolo, del Verrocchio e soprattutto del Cellini. Un grande impulso fu dato dalla famiglia Medici. Il Granduca Francesco I si fece promotore di nascita e dello sviluppo delle botteghe granducali, che avevano sede agli Uffizi.

In quest’epoca divenne consuetudine che pittori e scultori del calibro di Brunelleschi, Donatello, Botticelli, Ghirlandaio, Luca della Robbia, facessero il loro apprendistato anche presso gli studi degli orafi, dedicandosi anche a quest’attività.

La conoscenza delle tecniche di questa disciplina, negli artisti rinascimentali, era così elevata da indurre il grande scultore fiorentino Benvenuto Cellini a comporre nel 1565 l’opera “Trattato dell’oreficeria”.

L’egemonia del Ponte Vecchio

oreficeria

Nel 1593, l’arte orafa accentrò sul Ponte Vecchio le creazioni più tipiche, rivolte soprattutto a soddisfare le esigenze della nascente borghesia. La produzione di questi laboratori – legata soprattutto alle continue commissioni della corte Medicea e di quelle inglesi e spagnole, rimase fastosa e raffinatissima per secoli. Non si parla solo di gioielli in oro, ma anche di manufatti in altri metalli preziosi, come l’argento.

Nel cuore di Firenze si conserva ancora oggi una grande tradizione dell’argento lavorato a mano, con rifiniture incise a bulino. L’arte orafa fiorentina propone prodotti di ogni tipo, realizzati mantenendo viva la storia dei mastri artigiani. Alcuni oggetti sono anche spiritosi, spesso originali, sempre curati nella lavorazione: ad esempio i noti vassoi stile Settecento, fatti interamente a martello come una volta. Encomiabile inoltre la capacità di modellare ed eseguire qualsiasi cosa anche su richiesta personale del cliente.

Oggi, come tanti anni fa, la manualità e le idee degli argentieri fiorentini sono divenuti un marchio famoso nel mondo. Quest’arte rivive nei laboratori dell’Oltrarno, che s’ispirano alle antiche tecniche rinascimentali Si ammira piacevolmente in diverse istituzioni museali, e si può ancora toccare con mano nelle gioiellerie e argenterie sul Ponte Vecchio e zone limitrofe.

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