PITTI CHIARI e amicizia lunga

Francesca Bernabei

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Una edizione che per me è iniziata in coda. E con le imprecazioni di tutti. Pitti guarda al prossimo anno ma probabilmente i sistemi per prendere il pass il primo giorno di fiera sono di qualche anno fa. Risultato: giornalisti isterici, fotografi in apprensione e io in ansia.

Scariche d’ansia di prima mattina. Meno male mi sono rilassata con l’orchestra nello stand di Happiness. “Romagna mia, Romagna in fiore”. E subito tutti i fighi impeccabili prendono l’odore della piadina allo squacquerone.

Quella sì, non passa mai di moda.

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Foto, foto e… foto

Patti chiari e amicizia lunga. Pitti è un gran contenitore di show sia chiaro, più che di business. Dalle 10 del mattino fino alle 18 non ci si ferma mai.

E foto, ovunque foto. Con tutti (io ce l’ho con Jimmy il famoso buttafuori e son troppo felice. E con Sgarbi). A Pitti non hai la libertà di infilarti un dito nel naso, anche volante, perché ovunque scattano foto e non sai da dove. Niente privacy.

Prima regola da seguire: mai mollare a Pitti. Anche quando sei sfinito e ti siedi sul muricciolo vicino alla Desigual, bisogna sempre ricordarsi di mantenere un certo tono. Non ti stravaccare se hai amor proprio… perché nel momento in cui molli il fiato un attimo…TACK! foto.

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Il fashion blogger Mariano di Vaio fotografato da Giorgio Leone

Io il terzo giorno sono resuscitata. Niente croce… ho messo una tuta nera, un po’ ampia. E ho finalmente ripreso a respirare.

Tutti stra belli, tutti con la barba, tutti colorati (di alcuni colori addirittura non ne conoscevo l’esistenza, né saprei come chiamarli. Sarò daltonica?).

Ci volevano le lenti polarizzate scure per stare in fiera quest’anno.

W il colore, ma anche meno.

Ho visto abbinamenti di vestiti che voi umani…

Alcuni tipi rasentano il ridicolo ma non ho ancora capito se ne siano consapevoli. La cosa bella a Pitti è che tutto è concesso. Non si è mai (o quasi) ridicoli. Strani piuttosto, o diversamente fashion.

Ma dai, c’era Alex del Piero???

Ovunque si è parlato di grandi numeri, di ottima affluenza… sì, vero. Di blogger. Tanti, tantissimi blogger. Alcuni veramente interessanti e di spessore e non mi riferisco solo a quelli più famosi (ragazzi le persone hanno fatto molte più selfie con Mariano di Vaio che con Del Piero… anzi, sapevate che c’era Del Piero a Pitti?), ma anche ad emergenti che oltre a farsi foto, scrivono. E bene. E su questo al momento la calda Napoli e dintorni sta “sfornando” giovani di spessore.

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I marchi classici restano. Quelli di moda che hanno fatto “il botto” si confermano. Poi ci sono i marchi giovani. Molti targati “Made in Italy”.

Giovani brand Made in Italy

E questa è la vera rivoluzione che ho trovato a Pitti. Giovani brand che puntano sull’Italia, sui prodotti realizzati a mano e sull’artigianalità, come gli occhiali AL e RO design. Materiali innovativi e produzione qui da noi.

Lo stand degli occhiali AL e RO design
Lo stand degli occhiali AL e RO design, un’eccellenza Made in Italy

In una parola “speranza”. Alla quale ho brindato al “Prosecco Privée” (stand Dimattia, abbigliamento sartoriale da uomo). Non ho potuto evitarlo. I ragazzi dello stand, tutti “made in Conegliano”, ti fermano, ti bloccano il passaggio e ti offrono Prosecco Conegliano-Valdobbiadene.

Cin al Made in Italy allora.

Ah, quello vero. Ma questa è un’altra storia.

Credits Photo, Mariano di Vaio: Giorgio Leone su www.smilingischic.com

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Francesca Bernabei