Villa Caruso: segreti e memorie musicali sulle colline fiorentine

Daniele Angelotti

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È incredibile come certi luoghi siano in grado di assorbire l’animo e la personalità di chi vi ha vissuto ed è questa la sensazione che si prova visitando Villa Caruso a Bellosguardo.

Il complesso ha origini cinquecentesche, vi lavorarono grandi artisti attivi alla corte medicea quali Niccolò Tribolo e Giovan Battista Foggini e nel corso dei secoli appartenne a importanti famiglie dell’aristocrazia fiorentina. Nonostante tutto questo, la villa è nota soprattutto per essere stata acquistata nel 1906 dal grande tenore italiano Enrico Caruso che scelse di trascorrere tra le campagne incontaminate di Firenze quei brevi ma intensi momenti in famiglia tra una tournée e l’altra.

Artisti, scrittori e viaggiatori venivano in continuazione a rendere omaggio al loro Maestro affascinati dalla sua personalità e speranzosi di godere in privato di qualche aria tratta dalle opere a lui più care. Tutto questo accadeva sotto lo sguardo vigile dei contadini del posto che vivevano con grande curiosità la vicinanza a un mondo così cosmopolita.

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Ancora oggi, perdendosi tra le siepi di bosso del giardino formale e nei viali di un parco forse un po’ decadente ma di certo molto intrigante, è facile immaginare Caruso passeggiare con i figli e gli ospiti intrattenendosi con racconti e pettegolezzi e gustando i prodotti della fattoria.

La villa custodisce i retroscena di grandi successi e i segreti di intense e movimentate passioni amorose scandite dai rintocchi dell’orologio che orna la terrazza panoramica affacciata sugli uliveti punteggiati da cipressi e macchie scure di lecci e allori. L’Arno e i Laghi dei Renai spingono lo sguardo verso la Piana e improvvisamente si scorge dietro qualche fronda la luccicante lanterna del Duomo di Firenze.

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In questo luogo in cui si viene proiettati nei primi anni del ‘900 il tempo è comunque passato. Dopo la morte di Caruso avvenuta nel 1921, l’intera proprietà fu ereditata dal figlio Rodolfo e da Giovanni, fratello del tenore, che la rivendettero dopo poco tempo.

Attraverso alcuni passaggi di mano, la villa fu acquistata nel 1995 dal Comune di Lastra a Signa con lo scopo di valorizzarla conservando la memoria di quanto pervenuto all’interno di un museo dedicato a quell’artista che, pur avendo girato il mondo, scelse la Toscana come terra d’adozione.

CREDITS PHOTO: DANIELE ANGELOTTI

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