Il calcio storico fiorentino

admin

Tagged: , , , , , , , , , ,

pogliani

“…e di vero valor tante e sì altere prove in finta battaglia indi mostrarse, che sembran finte al paragon le vere…”

Così, Vincenzo da Filicaja, poeta fiorentino vissuto nella seconda metà del Seicento, descrive il senso del Calcio in Livrea, o Calcio Fiorentino.

Per i fiorentini questo sport fa rima con ricordo. Un ricordo vivo, che pulsa, che ha un’anima: quella della tradizione, dell’attaccamento ai colori del quartiere, del Rinascimento, delle bandiere. Le prime notizie di un’attività ludica esercitata con una sfera si hanno già nei poemi omerici. In seguito anche i legionari romani si cimentarono in un gioco con la palla, “l’harpastum”, letteralmente “strappare a forza”. Il calcio storico affonda le sue origini in quei tempi, infatti in latino era chiamato “florentinum harpastum”.

Consiste in un gioco a squadre composte da ventisette “calcianti”, che veniva praticato probabilmente con un pallone ripieno di stracci o di pelle, su terreni sabbiosi. Una lotta serrata, tra continui corpo a corpo e testa a testa, il cui solo obiettivo era quello di portare la palla oltre il campo dell’avversario, con qualsiasi mezzo, per la realizzazione della “caccia”.

calcio

Da molti questo sport antico è considerato come l’anello di congiunzione con il calcio, anche se almeno nei fondamentali ricorda molto più il rugby. Nella seconda metà del Quattrocento, durante il dominio della dinastia medicea, le squadre vantavano nelle loro compagini nomi altisonanti di nobili, illustri personaggi della vita pubblica cittadina e delle casate più importanti di Firenze. Le partite venivano organizzate solitamente nel periodo del Carnevale. A quel tempo era talmente diffuso tra i giovani, che veniva praticato frequentemente in ogni strada o piazza. Addirittura, nel gennaio del 1490, furono giocate alcune partite nell’Arno completamente ghiacciato.

Tuttavia il suo momento clou, che segnò l’inizio della sua notorietà, fu la conseguenza di quanto avvenuto il 17 febbraio 1530. La città, ormai stremata da lunghi mesi d’assedio delle truppe imperiali, intervenute su richiesta di Papa Clemente VI per ripristinare la signoria dei Medici, sfidò apertamente Carlo V, cimentandosi in una partita di calcio in Livrea, in Piazza Santa Croce. Firenze si volle così prendere beffa degli invasori, mostrando loro una parvenza di normalità e dando l’impressione di non considerare l’esercito dell’Impero degno di attenzione. Questo non può che essere annoverato come l’ennesimo gesto emblematico, riprova dello spirito d’indipendenza che da sempre contraddistingue noi toscani.

Ai giorni nostri la tradizione del calcio storico fiorentino ha ripreso campo dopo che fu organizzata nel 1930 la partita per ricordare il quattrocentesimo anniversario di quel primo assedio. Conservando vivo il carattere fiero e riuscendo a preservare una parte dell’antico folklore, è divenuto in seguito una grande rievocazione storica, che ogni anno anima la città di Firenze nel mese di giugno.

È sempre Piazza Santa Croce lo scenario in cui si affrontano le quattro contrade protagoniste: i Bianchi di Santo Spirito, gli Azzurri di Santa Croce, i Rossi di Santa Maria Novella e i Verdi di San Giovanni. Nel campo da gioco – che una volta assistito allo spettacolo della partita viene più spontaneo da chiamare arena – si decidono le sorti delle contrade in lotta per la conquista del premio, consistente in una vitella bianca di razza chianina.

7399469898_17ed6d3e06_b

      Il 24 giugno oltre alle finali del calcio storico ci saranno i consueti Fochi di San Giovanni.

Ci sono poche regole e oggi ne prendono parte vigorosi e muscolosi giovani e meno giovani della città. Tutti dimostrano una buona preparazione fisica unita a una dose di temerarietà. Perché come è noto per chi ne prende parte, è lecito avere rispetto dell’ avversario, ma anche paura.

Il calcio storico fiorentino si è molto radicato nel tessuto sociale cittadino, rappresentando comunque un importante baluardo della fiorentinità, dei suoi vizi e virtù. Dalla forza alla rivalità interna, dal coraggio al desiderio di scontro, dall’orgoglio delle proprie origini, ai contrasti col potere.

Le partite si svolgono con i costumi del XVI secolo, così come tutta la parata del Corteo Storico della Repubblica Fiorentina, che rievoca le gesta e le Armi della Repubblica, quando Firenze era governata dal popolo. La parata è composta per l’occasione da 530 figuranti, vestiti di rigorosi costumi militari di epoca rinascimentale.

Le finali, seguite da migliaia di spettatori, si disputano ogni anno il 24 giugno per San Giovanni, patrono della città.

 … Perché in questo gioco, citando ancora il Filicaja: “…Tal chiude in sé di guerra arte e ragione, che, malgrado del ver, guerra la credi”.

Credits Photo:     Flickr Creative Commons

 

Share Button

/ 174 Articles

admin