Firenze, 24 giugno: tornano i Fochi di San Giovanni

Simona Grossi

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Uno dei tanti giorni speciali, ricchi di avvenimenti coinvolgenti, che potete vivere a Firenze è il 24 giugno, quando l’intera città festeggia il Santo Patrono, San Giovanni Battista. Tradizione diffusasi col Cristianesimo e risalente all’epoca della dominazione longobarda.

Fu scelto San Giovanni perché simbolo di rettitudine morale e correttezza politica su cui la Firenzemedioevale aspirava a fondare la propria fortuna economica e il buon governo della cosa pubblica e proprio per questo la sua immagine venne impressa sulla moneta dell’epoca, il fiorino.

Precedentemente invece la festa veniva organizzata in onore del Dio Marte, la cui statua ornò l’accesso di Ponte Vecchio fino al 1313 e pare sia stata trascinata via da una piena e mai più ritrovata. Di quell’antico retaggio pagano Firenze conservò l’uso dei “fochi” d’allegrezza, atti a celebrare il Solstizio d’Estate e dal tramonto del 24 giugno fino all’alba, la città si illuminava a giorno.

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I principali fuochi si ottenevano bruciando fascine di scope in Piazza della Signoria, mentre sugli spalti di Palazzo Vecchio e intorno alla piazza venivano accesi grandi bacili colmi di sego e altri ancora, quelli delle campagne circostanti, facevano da contrappunto a quelli cittadini.
All’alba i falò venivano spenti per dare spazio alla nascita del fuoco più grande: il sole.
La ragazza che, guardandolo sorgere, vi vedeva la testa decapitata di San Giovanni, si sarebbe
sposata entro l’anno.

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Nel XIV sec. l’introduzione della polvere da sparo trovò Firenze all’avanguardia nell’utilizzo pacifico di questa risorsa e per rendere la giornata festiva ulteriore occasione di gioia e letizia, vennero sostituiti i falò con le Girandole vere opere d’arte e di ingegneria nelle quali si cimentarono parecchi artisti.

Durante il governo dei Medici i fuochi artificiali si svilupparono ulteriormente, soprattutto con Cosimo I che fece costruire parecchie “macchine” adatte allo scopo. Le girandole più entusiasmanti furono ideate dall’architetto e scenografo B.Buontalenti soprannominato per questo “Bernardo delle girandole”.

A tutt’oggi i festeggiamenti ufficiali tra riti civili e religiosi, cortei, gare e spettacoli si susseguono senza posa con ritmi intensi fino a culminare con il momento più atteso, i fuochi d’artificio, superba arte pirotecnica che con i suoi giochi e colori illumina l’Arno ed esalta Firenze rendendola magica e romantica più che mai.

Una eredità antica, suggestiva, colma di fascino che si ripropone anno dopo anno e che non smetterà mai di incantarvi.

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Simona Grossi