La casa colonica Toscana: il sole a portata di mano

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Le case rurali toscane, note anche come case coloniche o casolari toscani, sono edifici corrispondenti ad un podere, generalmente isolate nella campagna.

La casa colonica, da sempre soggetto di pittori e vedutisti, è una delle componenti più caratterizzanti e significative del paesaggio toscano. Oggi che la “mezzadria” è scomparsa e le coltivazioni tradizionali sono state sostituite da moderni impianti, rimane l’unica preziosa e tangibile testimonianza della nostra secolare tradizione rurale.

Le prime risalgono al Cinquecento, quando nelle campagne iniziarono ad essere costruiti fabbricati per ospitare le famiglie del fattore e dei contadini.  È solo nella seconda metà del secolo scorso, che dopo un primo abbandono delle campagne nel dopoguerra, è iniziato un fenomeno di riscoperta, valorizzazione e recupero, delle nostre case campestri.

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L’armonia delle proporzioni che caratterizzano l’architettura dei casali toscani sono dunque riconducibili agli influssi rinascimentali, dove l’equilibrio dei volumi e l’alternanza di pieni e vuoti ne fanno un esempio emblematico dell’equilibrio tra esigenze funzionali e identificazione culturale.

Queste dimore, generalmente costruite in pietra, sassi e mattoni avevano i pavimenti del piano terra rivestiti in pietra e i piani superiori in cotto o mattoni. I loro solai erano costituiti da travi, travicelli e mezzane, mentre il tetto era sorretto da grandi travi in legno a vista e coperto di “embrici” (le classiche tegole di terra cotta). Tra gli elementi architettonici più caratteristici vanno citati l’arco a tutto sesto e la scala esterna.

Quest’ultima, oltre ai suoi ovvi scopi di collegamento tra i piani, aveva anche una precisa funzione estetica, dando movimento alle facciate. Altro elemento tipico è la colombaia, corpo torreggiante spesso presente in varie forme e dimensioni in posizione centrale. Questa veniva utilizzata dapprima come riparo per i colombi, successivamente per farvi appassire le uve o per l’allevamento del baco da seta.

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Di norma il rustico contadino aveva il piano terra adibito a stalla e cantina, e l’abitazione vera e propria era situata al piano superiore. La stanza dominante era la cucina, il luogo in cui la famiglia trascorreva, soprattutto di inverno, la maggior parte del tempo. Al centro della cucina troneggiava il focolare. Di fronte a questa zona chiamata “il canto del foco”, venivano svolti piccoli e rituali lavori agricoli, come la pulitura dei salci, e la creazione di cestini per le damigiane. Sotto la sua cappa insisteva un perenne paiolo nero, facente la funzione di piccola caldaia d’acqua calda da usare per i vari servizi domestici.

Oltre ad una indubbia importanza funzionale, il caminetto era il luogo in cui nelle fredde sere invernali, le famiglie si riunivano per parlare, e dove i più piccoli ascoltavano in ossequioso silenzio le storie raccontate dagli anziani.

Un elemento fondante la stessa casa era lo spazio esterno antistante, la cosiddetta “aia” . Questa era spesso pavimentata in pietra e accoglieva uno o più alberi – solitamente il noce – per assicurare ombra d’estate. Qui si trebbiavano i diversi cereali, oltre ad essere il luogo dove le famiglie organizzavano balli e feste campestri. Vicino all’aia c’era il pozzo da cui si attingeva l’acqua sorgiva.

Vi erano anche altri elementi caratteristici e accessori come: il fienile, la cantina, la carraia, il pagliaio, la porcilaia. A volte potevano essere presenti strettoi da vino e frantoi per le olive; ogni tanto anche la fornace per seccare i fichi.

Oggi queste case sono state quasi tutte recuperate con una ben diversa destinazione d’uso, spesso come seconde case o come sede di agriturismo, senza mai perdere il suo fascino originale. La Casa Colonica Toscana è in sintesi un’abitazione creata con grande manualità e artigianalità, con sensibilità abitativa e costruttiva. Ogni dettaglio, ogni particolare, ogni piccolo elemento, fa parte di un preciso insieme che rientra nella sua storia e che riesce a trasmettere sensazioni uniche e di particolare intensità. È una casa immersa nella storia, non una dimora provvisoria facilmente sostituibile, futile o passeggera, ma la “Casa della vita”.

“La semplicità è forse l’attributo principale per il quale la Casa Colonica Toscana raggiunge la grandiosità e la riconoscenza nel mondo. Con la sua semplicità, assume, l’aria nobile delle costruzioni di un ordine superiore evitando ogni ridicola imitazione di un palazzo artefatto. Vi è nella sua aria una dignità generale che si armonizza in modo straordinario con gli edifici vicini e con il paesaggio circostante.”

John Ruskin in “The Poetry of Architecture”

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