La finestra sempre aperta. Una leggenda d’amore in Santissima Annunziata

Simona Grossi

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Con le ali dell’amore ho volato oltre le mura, perché non si possono mettere limiti all’amore… e ciò che amor vuole amor osa! ( da Romeo e Giulietta – W.Shakespeare ).

Come Verona ha il suo balcone che parla di amore, così Firenze ha una finestra, che si affaccia su piazza Santissima Annunziata, che ugualmente parla d’amore. La piazza è un gioiello di architettura rinascimentale, frutto dell’estro del Brunelleschi, dell’Alberti, di Michelozzo e di Baccio d’Agnolo. Un raffinato salotto a cielo aperto, dagli snelli porticati e dalle perfette simmetrie, dove si affaccia il palazzo Budini Gattai, già palazzo Grifoni che fu voluto nel ‘500 dal segretario di Cosimo I, Jacopo Grifoni.

Rivolgete ora lo sguardo verso l’edificio soffermandovi sull’ultima finestra a destra del secondo piano. Noterete una persiana socchiusa. Niente di particolare voi direte ma quella finestra è rimasta così da ben oltre cinquecento anni e mai verrà chiusa. Si narra che in quella dimora patrizia ci sia il fantasma di una giovane sposa innamorata del suo uomo partito per la guerra pochi mesi dopo le nozze. Seduta sulla panca, anno dopo anno, la fanciulla ricamava e stava alla finestra a guardare la piazza, sua unica distrazione, in paziente attesa del ritorno dell’amato come una rinascimentale Penelope.

Ma a differenza di Ulisse il marito non ritornò e lei invecchiò davanti a quella finestra. Alla sua morte si cercò di chiuderla ma ogni tentativo fu vano. Chiunque provasse a farlo visse un’esperienza inquietante: nella stanza i libri volavano, i mobili si muovevano e i quadri cadevano. La furia si placava soltanto quando la persiana veniva lasciata di nuovo socchiusa.
Nemmeno i nuovi proprietari nulla poterono se non lasciare che lo spirito della fanciulla continuasse ad occhieggiare e ad attendere.

C’è ancora un’altra leggenda che rende più intricata la storia di questo amore. Al centro della piazza c’è la statua in bronzo del Tacca che immortalò il Granduca Ferdinando I de Medici. Osservate un particolare, lo sguardo del nobile condottiero è rivolto verso quella finestra.

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La dolce fanciulla era forse la sua amante segreta? Nessuno lo saprà mai e come succede nelle leggende sarete voi ad immaginare il finale.

Non fermatevi qui, infatti vi suggerisco di guardare altri angoli di Firenze, ricchi di storie d’amore, di intrighi e anche di fantasmi. E sono una più avvincente dell’altra.

 

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Simona Grossi