Un weekend nel Chianti, tra vino e social network

Francesca Bernabei

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chianti

Quando una persona è decisamente bella, per descriverla da dove si può partire? Quando torni da una giornata perfetta, dove tutto ha combaciato con quello che avevi in mente, come puoi sintetizzarne le emozioni?

Quando ti va bene, molto bene la vita, come rispondi alla domanda “Come stai?”.
“Tutto ok. Va davvero tutto bene”.

Poche parole. La perfezione non richiede lunghe argomentazioni. La sintesi diventa la massima forma di espressione linguistica, per descrivere di oggettivamente bello.
Ecco, per descrivervi il Chianti, potrei anche semplicemente dire: “Tutto ok. Davvero tutto perfetto”. E finirla qui.

Perché è davvero così. Il Chianti non è solo un vino, un luogo, una terra meravigliosa.
È un concetto. 

Allora provo a prendervi per mano e ad accompagnarvi in questo viaggio tra Firenze e Siena.
Apro un Chianti Classico Riserva, colore rubino, l’odore intenso, (gli intenditori dicono “vinoso”), sapore armonico, asciutto, col tempo diventa morbido e vellutato. Con calma lo assaporo. Non permette la fretta questo vino. Se hai fretta, il sapore cambia. Prendo il calice e basta guardarlo in faccia il Chianti, tenerlo in mano, che già ti senti in qualche modo aristocratico.

In sottofondo immaginate di avere “Io ballo da sola”, capolavoro di Bertolucci, girato vicino a Gaiole in Chianti, a sud del territorio. Un comune di 2600 abitanti, un paesaggio fatto di strade bianche, mattoni e pietra saggiamente mescolati a viti, ulivi e boschi.

Liv Tyler in una scena di "Io ballo da sola"
Liv Tyler in una scena di “Io ballo da sola”

E poi ricordate il vostro primo bacio.

Perché quello non si scorda più. Si attacca indelebile ai ricordi e diventa un prolungamento di sé stessi. Appiccicato alla nostra vita, “a stampo” sulla nostra pelle.

Ecco, se siete già stati nel Chianti, tutto questo preambolo rimane di contesto, ma se non ci siete mai stati, adesso, probabilmente, siete “morbidi” abbastanza per lasciarvi la mano e farvi camminare da soli.

Il Chianti è un territorio che si estende tra Firenze e Siena, dai confini poco netti (ama essere libero penso io). Gli inglesi amano questi luoghi e il vino che si produce e l’hanno ribattezzato Chiantishire. Comprende per intero i comuni di Greve, Panzano, Gaiole, Radda e Castellina.
A Greve troviamo il Museo del Vino, tappa obbligatoria del posto. Un luogo dove recarsi di passaggio o sostare per diverse ore. Suggerisco una sosta prolungata. È un luogo dove perdersi e dove poter assaggiare vini che non sono proprio alla portata di tutti.

A Panzano potete passeggiare per il caratteristico borgo e soffermarvi in alcune enoteche a degustare il vino. Non perdetevi l’antica e famosa Macelleria Cecchini, di Dario Cecchini “Lasciate ogni speranza o voi che entrate, siete nelle mani dì macellaio”. Più che una macelleria, una officina della bistecca, come leggerete sul suo sito.
Proseguendo verso Siena si incontra Castellina in Chianti, con le sue tombe etrusche di Montecalvario. Panorama da cartolina e anche qui enoteche per la degustazione.

Dario Cecchini, alias "Mac Dario"
Dario Cecchini, alias “Mac Dario”

Si arriva poi a Radda in Chianti dove ancora si ergono le mura medievali. Da qui, sempre con un bicchiere di vino sorseggiato tra le vie del paese, spingetevi fino al Castello di Volpaia, antico borgo fortificato.

Gaiole in Chianti, ricco di agriturismi, fattorie ed enoteche, dove sono rimasti alcuni castelli e rocce fortificate, come il Castello di Vertine, il Castello di Meleto o la Pieve di Spaltenna, luoghi dove è possibile soggiornare e degustare i prodotti.

Siete ubriachi? Forse sì, e non solo di vino.

Il territorio “nasconde” diverse cantine per le degustazioni, vi suggerisco di avventurarvi in queste zone e di scegliere le vostre tappe guidati dall’istinto. Sono certa che troverete quelle giuste per voi.
Numerose anche le strutture che offrono la vinoterapia, trattamento di benessere molto in voga attualmente. Rilassa e ringiovanisce. E come si può asserire il contrario?

Un paio di note social:

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La pagina Facebook del Consorzio Vino Chianti vi guiderà tra le tante regole che ci sono per essere produttori e consumatori “consapevoli” di Chianti.

E per coloro che non saranno fermati dalla dipendenza da smartphone, nemmeno in questo romantico territorio, allora scaricatevi queste applicazioni:

My Sommelier, navigatore sensoriale che abbina cibo e vino. Per i più esigenti o per i più diffidenti.

Hello vino, il tuo personal wine assitant. Per scegliere il vino giusto per ogni occasione. Per i perfezionisti, o per chi vuole fare “colpo” in una determinata occasione. Good luck!

Perbacco, funziona totalmente “off-line”, per conoscere ed imparare a degustare il vino. Si possono memorizzare le degustazioni assieme alla data e al luogo per ricordare una piacevolissima esperienza e condividerla con gli amici su Facebook. Per chi è alle prime armi con il vino, o chi si vuole “stampare” nella memoria (hardware), alcuni momenti.

Wine Notes, per ricordare e segnare ogni vostra esperienza di degustazione. È possibile tenere un inventario dettagliato dei propri vini e ricercare bottiglie attraverso la scansione del codice a barre. Solo per i meticolosi!

  Scopri cliccando qua altri luoghi dove mangiare nel Chianti!

 

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Francesca Bernabei