La storia della Venere del Botticelli

Simona Grossi

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Entriamo alla Galleria degli Uffizi, fermiamoci ad ammirare un famoso dipinto, la Venere del Botticelli, lasciandoci trasportare da una leggenda che narra una romantica storia d’amore.

Nella Nascita di Venere (1482/1485) di Sandro Botticelli la dolce fanciulla dai lunghi capelli
biondi e dalla straordinaria bellezza raffigurante la Dea dell’Amore era Simonetta Cattaneo. Genovese di nascita e moglie, per ragion di Stato, del fiorentino Marco Vespucci, nipote di Amerigo. La leggiadria della giovane sposa incantò sia la corte medicea che la città intera e divenne oggetto dell’amore incondizionato di Giuliano, fratello di Lorenzo de’ Medici, che incaricò il Botticelli di ritrarla.

Il quadro, intitolato dall’artista stesso la Sans Pareille (la senza eguali), fu messo in palio per un
torneo cavalleresco che Giuliano vinse aggiudicandosi così l’effige dell’amata. Ma colei che era diventata l’emblema dell’amore platonico fu colpita da una tremenda malattia e
non ancora 23enne morì. Il giorno del funerale tutta Firenze, commossa ed addolorata, la onorò per l’ultima volta.

Giuliano de' Medici ritratto dal Botticelli
Giuliano de’ Medici ritratto dal Botticelli

La sua scomparsa interruppe la tregua tra le nobili famiglie fiorentine ed in breve tempo le ostilità
ripresero, fino a sfociare due anni dopo nella Congiura dei Pazzi, dove Giuliano perse la vita.
Circa nove anni dopo il Botticelli, su incarico di Lorenzo il Magnifico, dipinse una tela che incarnava l’idea dell’Amore e mosso da una silente e sconfinata devozione verso di lei, ancora viva nella sua mente, ritrasse la Venere con le sembianza di Simonetta rendendola immortale.
Prima di morire lasciò un testamento in cui chiese di essere sepolto ai suoi piedi, e lì riposa
con la sua amata nella chiesa di Ognissanti a Firenze. Successivamente Lorenzo il Magnifico sfidò l’ira della Chiesa ed impedì che la grande opera botticelliana fosse data alle fiamme in rispetto dei sentimenti del fratello.

Fonti accreditate inoltre sostengono che l’eccelso artista nel dipingere la Primavera abbia raffigurato una delle tre Muse con le fattezze della sua modella adorata. Icona del Rinascimento italiano, ricca di allegorie e spesso considerata simbolo di Firenze, la Nascita di Venere è l’incarnazione della perfetta bellezza al femminile così come il David di Donatello è quella della bellezza maschile e i fiorentini sono orgogliosi di possedere e mostrare all’interno delle mura cittadine, capolavori della più pura ed elevata bellezza artistica .

 

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Simona Grossi