Carrie, Cascine, Cosmopolitan: un trittico insolitamente fiorentino

Francesca Bernabei

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A chi ha seguito in televisione le avventure di Sex & the City sicuramente si sono già attivate alcune sinapsi… in caso contrario vi do qualche riferimento e un consiglio.

Carrie è la protagonista di una serie TV che ha spopolato. Giornalista, appassionata di moda e devota alle scarpe col tacco. Soprattutto di Manolo Blahnik. E probabile “causa” di tutto questo fiorire di fashion blogger. Un amore tormentato e 3 amiche fantastiche. Non posso spendermi oltre o brucio queste 2000 battute. Il consiglio è: guardatelo tutto Sex and the City. È una “botta” di leggerezza e piccole pillole di saggezza. Il tutto ambientato a New York.

Ore 9:00: jogging nel parco fiorentino

Sono le 9 del mattino. Di un sabato tiepido, ricco di ricordi e buoni propositi. Un tipico sabato alla Carrie. Il traffico fiorentino è lento e con un breve giro di taxi si arriva facilmente al Parco delle Cascine.  Il nostro Central Park. 3,5 KM di lunghezza, una striscia immersa nel verde dove fare jogging o una camminata veloce. L’obiettivo è smaltire quelle calorie sfacciate del/dei Cosmopolitan bevuti la sera prima. Sfacciate. Perché si attaccano addosso senza ritegno. Ti posseggono proprio.

cascine

Ci sono momenti della vita in cui si assorbe di più l’alcool. È un fattore inspiegabile, ma è così. Nelle donne combacia molto con la pesantezza dei pensieri. Ecco perché succede che oscilliamo di peso. Non è ciccia. È pesantezza dei pensieri.  Allacciamo la scarpa. Guardiamo dritto davanti a noi e impossessiamoci di quei primi 300 mt del Parco. Inseriamo le cuffie e alziamo il volume. Non siamo mai state così fighe. Perché Carrie è sempre figa. E lo sarebbe anche al Parco delle Cascine appena sveglia. Non perché lo sia. Ci si sente.

Mentre corriamo tra facce sconosciute ripensiamo alla sera prima.
Dove si beve a Firenze un Cosmopolitan a prova di Carrie?

Cosmopolitan-cocktail-with-lemon-garnish

Ore 19:00: aperitivo

All’Art Bar. Da Paolo e suo fratello. Maestri nel fare i cocktail. Non esistono molti barman di questo livello in giro. È un luogo che rende il massimo del godimento se ci si va soli.
O con qualcuno che non ha aspettative di serata con te.
È un posto dove si socializza facilmente, cosmopolita(n), dove per bere un cocktail aspetti parecchio. E nel frattempo fai conoscenza con chiunque.
Carrie ci arriverebbe da via de’ Tornabuoni, dopo una scappata da Gucci, ovvio. Le Manolo Blahnik in queste strade diventano vere e proprie opere d’arte. Non il massimo della comodità, ma fanno un effetto speciale. Si sarebbe messa davanti al bancone, avrebbe atteso il suo cocktail e avrebbe parlato del suo grande amore a sconosciuti. Con gli sconosciuti si chiacchiera benissimo. Tirano fuori inspiegabilmente il lato sexy e disinibito.

Acceleriamo la corsa, per allontanarci da quelle confidenze fatte la sera prima; il giorno dopo, con la luce, ci imbarazzano un po’. Sudiamo via zucchero e parole.
La musica va alzata ancora di più adesso. La stanchezza si fa sentire e sarebbe un attimo tuffarsi nella piscina delle Pavoniere o raggomitolarsi all’interno di una Pavoniera, come un rossetto dentro a una pochette.

Il Cosmopolitan era divino, come i pop corn che all’Art Bar diventano buonissimi.
Sarà perché non c’è altro, sarà perché lì non vai per mangiare, bere, strafogarti per 6 euro.
Bevi un cocktail buonissimo che ti rappresenta. STOP.
Ma poi, ve la immaginate Carrie abbuffarsi a un happy hour pieno di farro, riso, cous cous, crostini pizzette, focaccine e ancora farro, riso, cous cous?

La corsa al Parco è terminata. Ci si sente meno in colpa, improvvisamente più tonici e pronti per il prossimo aperitivo. O per fare un po’ di shopping in centro a Firenze.
A patto che non ci si sia appena lasciati: “finché non si è emotivamente stabili non mettere piede nei negozi!”

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Francesca Bernabei