The Bridge: storia di un brand made in Tuscany

Chiara Zellino

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Nel 1969, nella allora piccola frazione di Scandicci, alle porte di Firenze nasce Il Ponte Pelletteria S.p.A., laboratorio artigiano specializzato nella produzione di articoli di alta pelletteria, che si trasformerà nel 1975 in The Bridge. Solo nel 1987 l’azienda passerà da grande laboratorio artigianale a vera e propria realtà industriale.

Un nome che identifica un’appartenenza non esattamente italiana, ma che trova le sue radici più profonde proprio nel cuore dello stivale, all’interno di quel distretto pellettiero che rende la Toscana famosa nel mondo.

Fondata da 5 soci, l’azienda si distingue da subito per la produzione di borse e accessori dallo stile inconfondibile: un’eleganza classica, al di là delle mode e delle stagioni, che fa confluire nei propri prodotti il valore rigoroso del Made in Italy ad un estetica decisamente British.

Il marchio The Bridge si rivolge da sempre ad una clientela raffinata, che ama il lusso discreto e che pone massima attenzione ai dettagli e alla qualità. Ancora oggi la lavorazione avviene secondo la più tipica tradizione artigianale di bottega, per molti dettagli rigorosamente a mano.

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Il cuoio, materiale prediletto dall’estetica The Bridge, è lavorato secondo le più rigorose tecniche artigianali dalla concia alla lucidatura. Un cuoio morbido ed elastico, dall’aspetto molto brillante che acquista con il passare degli anni il fascino vissuto ed inconfondibile che caratterizza il brand.

Ai pellami classici, che continuano ad essere ancora oggi selezionati solo tra i migliori provenienti dall’Europa, e che hanno fatto la storia del brand, si sono affiancati negli ultimi anni materiali nuovi quali canvas, tessuti spalmati, goffrati e tessuti tecnici di ultima generazione.

Nel corso degli anni sono stati messi a punto, grazie alle nuove tecnologie, e ad una rilevante attenzione per la ricerca, processi di lavorazione per accentuare l’aspetto vintage dei pellami. In particolare due tipi di lavorazioni quali il “washed&ruined” e il “distressed” consentono di ottenere unaspetto “used” del pellame che rende unico ogni prodotto. Stressando la pelle durante la fase di concia, questi procedimenti ne comportano una sorta di usura equilibrata che valorizzando l’unicità del pellame, risponde alle tendenze moda più attuali.

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Le metallerie, quali fibbie, ganci e chiusure sono state nel corso degli anni e grazie all’esperienza dell’azienda, personalizzate fino ad ottenere colorazioni esclusive, quali l’ottone satinato invecchiato o il nickel nero.

Fodere, nastri e tessuti di rifinitura vengono accuratamente selezionati tra i più qualitativamente alti e maggiormente resistenti, per garantire un prodotto durevole nel tempo.

Tradizione e innovazione viaggiano fianco a fianco anche nell’ambito della ricerca stilistica oltre che per la produzione. Una collezione continuativa composta dai pezzi cult che hanno segnato l’evoluzione ed il successo del marchio si affianca alle collezioni di stagioni, mantenendo inalterato il gusto e lo stile The Bridge.

Oggetti esclusivi dalla personalità ben definita diventati vere e proprie icone di stile quali la “doctor bag”, le cartelle da lavoro e le tracolle da donna vengono riproposti di anno in anno aggiungendosi a modelli stagionali più di tendenza.

Un’azienda che produce oggi, non più solo borse e piccola pelletteria ma anche calzature, capispalla, sciarpe, guanti e cappelli, inserendosi nella storia della pelletteria come l’anticipatrice di un trend Anglo-Toscano e di un’estetica raffinata e rigorosa, presa ad esempio da molti.

 

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Chiara Zellino