Trippa alla fiorentina: la ricetta

Simona Grossi

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trippa

Economica, modesta, povera ma anche ghiotta e ricca di proteine. Queste le tante definizioni della trippa.

Doveroso aggiungere un’altra caratteristica: quella di essere, insieme al lampredotto la rappresentazione per eccellenza del “cibo di strada alla toscana”. Entrambi hanno origini sociali che risalgono al Medio Evo, quando le classi popolari urbane, vivevano quasi tutta la giornata per strada, e sempre “on the road” consumavano i pasti. Lo street food dunque è molto più antico di quanto si creda, nonché tipicamente italiano.

Non solo un pasto, ma un momento che aiuta “l’arte di comunicare”. Un’impareggiabile occasione per poter scambiare due chiacchiere, o una battuta sagace con chi non si conosce, mentre si mangia, violando convenzioni e regole dello “stare a tavola” , creando un legame immediato, un senso di complicità collettiva unica al mondo.

Questa ricetta affonda la sue radici a fine Settecento, in quanto l’introduzione del pomodoro avvenne quando iniziarono i primi impieghi del frutto, proveniente dalle Americhe. Nel trascorrere del tempo, il pomodoro è diventato, insieme al parmigiano, uno degli ingredienti chiave della trippa.

Trippa alla fiorentina

  • 800 g trippa precotta
  • 450 g polpa di pomodoro
  • 120 g di parmigiano grattugiato
  • 100 ml. Acqua
  • 50 ml olio di oliva
  • 1 costa di sedano
  • 1 cipolla ramata
  • 1 carota
  • 2/3 foglie alloro
  • pepe e sale q.b.

PREPARAZIONE

Lavare sotto l’acqua corrente la trippa e tagliarla a striscioline. Tritare sedano, carota , cipolla e soffriggerli preferibilmente in un tegame di coccio. Unire l’alloro. Quando le verdure saranno dorate aggiungere la trippa. Aggiungere in cottura la polpa di pomodoro, l’acqua, sale e pepe. Mescolare di frequente.
Cuocere per 40 min. a fuoco vivace fino a che il sugo non si sarà addensato.
Prima di servire mantecare con il parmigiano.
Le patate lessate da servire fumanti sono il contorno perfetto.

Abbinare con un vino rosso per esempio un Chianti superiore DOCG.

Vedere tutt’oggi i trippai per le strade di Firenze con i loro “banchini”, seppur tecnologicamente avanzati, induce le persone a preservare e proseguire una gioiosa consuetudine millenaria.

 

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Simona Grossi