Pink Memories

Chiara Poggi

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Femminilità e romanticismo, ma anche rock e ribellione. Questa è la linea di incontro tra Claudia e suo marito Paolo, due anime unite non solo nella vita, ma anche nel progetto Pink Memories.

Un sogno tutto made in Tuscany. Un’avventura iniziata senza risorse, da una piccola stanza con un solo computer, ma colma di idee. Una visione composta di merletti, seta preziosa ed esuberanti gonne di tulle, il tutto ammantato da un’anima più dura, fatta di tessuti sbiaditi e suggestioni underground.

Abbiamo incontrato Claudia e Paolo, i titolari dell’azienda, e i loro due figli Leonardo e Sofia. Claudia è nata tra le rocche di filato. I suoi nonni avevano un’azienda di maglieria dove fabbricavano i primi maglioni fisherman. I genitori hanno poi continuato il percorso aprendo un loro laboratorio. Hanno iniziato lavorando in esclusiva per Salvatore Ferragamo, per il quale producevano un unico articolo: un cardigan bordato di gros grain, che ancora oggi è nella loro collezione. Il magazzino dei filati è ancora vivido nella memoria di Claudia, così come quel gruppetto di artigiane esperte, che ancora oggi ama definire “mani d’oro”. La successiva collaborazione con importanti firme a livello internazionale (Paul Smith, Gherardini, L.K. Bennett), le ha dato l’opportunità di scoprire la sua vena creativa e la sua attenzione per il dettaglio.

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Paolo è da sempre nel mondo dell’abbigliamento, prevalentemente street, casual e jeans. Nelle sue varie esperienze ha avuto l’occasione di fare consulenze per aziende di rilievo, finché non gli è capitata l’occasione di unirsi con Claudia, oltre che nella vita di tutti i giorni, anche nel lavoro.

Il progetto imprenditoriale Rosee – di cui Pink Memories è la linea di punta – nasce nel 2007. Le altre due linee sono Objets de DésirSweet Rosee.

Qual è il legame tra Pink Memories e il nostro territorio?

Claudia: “Una grande passione, l’amore per le cose fatte bene, la voglia di realizzare tutto “made in Tuscany”, valorizzando così il territorio, le radici e la sensibilità toscana unica al mondo”.

Tutte le aziende di moda hanno un “must have”, un prodotto del cuore, irrinunciabile in ogni collezione. Qual è il vostro e come vi è nata l’idea?

Claudia: “Il nostro capo simbolo è la sottoveste. L’idea è nata da una semplice ispirazione: il mix della seta con i pizzi. Mi piaceva, la trovavo molto femminile e sofisticata. Poi Paolo l’ha resa contemporanea e al passo coi tempi, tingendola in capo con mille sfumature di colore. Poi è stata stropicciata, stampata, bucata e si è evoluta nei nostri tipici abitini in pizzo, in seta o in mille altri materiali”.

L’azienda è partita a carattere familiare e così rimarrà grazie al supporto dei figli. Leonardo ha già iniziato a collaborare con Pink Memories. È in azienda da pochi mesi, dopo essere rientrato da un’esperienza biennale a Londra, dove ha studiato comunicazione e marketing. Sofia, che ancora sta studiando al liceo linguistico, denota già una grande e spiccata creatività. Non a caso ha già iniziato a dare il suo contributo per la creazione della nuova linea di felpe, Sweet Rosee. Claudia e Paolo vedono in loro una grande opportunità per la loro azienda di evolversi, e credono che questo sia estremamente importante per mantenere il loro progetto così interessante nel tempo.

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