Stenterello e i cenci

Simona Grossi

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cenci

20 APRILE 1751 :nasce a Firenze Luigi del Bono, brillante creatore di commedie popolari, ma sopratutto della maschera carnevalesca fiorentina di Stenterello, che diventa una delle più importanti d’Italia e che è anche l’ultima della “commedia dell’arte antica”.

stenterelloStenterello non è ricco, è pallido, magro, sommariamente vestito di “cenci” e vive con poco. Ciarliero, polemico, parla il linguaggio del popolo con frasi folkoristiche taglienti ed argute;
a volte impulsivo e a volte apparentemente pauroso. Predilige i più deboli prendendone spesso le parti.

La sua maschera propone saggezza, ingegno sottigliezza di mente e lo fa con modi a volte impacciati.  Ha la risposta sempre pronta e battute pungenti tipiche della toscanità allo stato puro.

 

Pellegrino Artusi disse di lui : “… dal palcoscenico Stenterello lanciava frizzi e motti scevri però di volgarità, tanto che famiglie intere assistevano ai suoi spettacoli…. “

L’uomo, il commediografo e l’attore si fondono in una unica identità nel rappresentare il popolano fiorentino, ricettacolo di ingiustizie ed angherie che reagisce con il suo vero carattere sdrammatizzante e che ha in se sempre la forza di ridere e scherzare proprio nei momenti più duri di vita.

Per cui l’abbinamento con un dolce, tipico del giovedì grasso, le cui origini risalgono all’epoca medicea, (ma se ne ha traccia già nel XIII sec.),  viene immediato, perchè simbolo della semplicità che diventa prelibatezza e condivisione per grandi e piccini

I cenci

Ingredienti

  • 300 g di farina
  • 2 uova intere
  • 50 g di zucchero
  • 2 cucchiai di Vin santo
  • Olio di oliva
  • 1 limone
  • olio per friggere

Preparazione

In un contenitore unire tutti gli ingredienti ed amalgamarli con le mani fino ad ottenere una palla tonda e liscia da far riposare coperta da un telo, per circa 30 minuti.
Stendere l’impasto su una spianatoia fino a giungere uno spessore di 1 millimetro ca.
Nella tradizione fiorentina il taglio è importante, quindi con la rotella, ottenere strisce larghe due dita a losanga che gli darà l’aspetto di stracci o “ cenci.”
Friggerli nell’olio bollente, dorarli e metterli ad asciugare sulla carta assorbente, preferibilmente quella gialla.
Ricoprirli abbondantemente di zucchero a velo.

Cultura, arte, gastronomia , storia , ironia , arguzia, gioia di vivere, concretezza e creatività… in una parola: Firenze

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Simona Grossi